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Salute Scienza Società

Un libero “pensatore”

Intervista a Bernard-Henrì Lévi dall’inserto settimanale de La Repubblica

Giù la maschera Covid-19

Parigi. “Sarebbe stato un bello scatto, vero?”. Bernard-Henri Lévy scherza con il fotografo dopo che un uccellino si è posato per qualche secondo sulla sua gamba.

Seduto nel giardino di un albergo vicino agli Champs-Elysées, Lévy trasmette una sensazione di controllo assoluto della sua immagine, mantiene una certa distanza anche se poi ci tiene ad avvicinarsi per stringere la mano, onorando “quel gesto di fraternità che fa parte della nostra civiltà”. Non c’è bisogno di un test sierologico per sapere che il filosofo e giornalista è immunizzato dal Covid, o almeno dalla psicosi che ha accompagnato il virus.

“Sono stato raggelato dall’epidemia di paura” dice Bhl, 71 anni, ricordando i suoi articoli pubblicati da marzo su Stampa e Repubblica per allertare contro quello che vedeva come il rischio di una straordinaria sottomissione collettiva, un eccessivo potere medico, l’avvento di un nuovo igienismo. Se la missione di un intellettuale è anche scuotere le coscienze, aprire il dibattito, Lévy ci è riuscito. Il suo ultimo pamphlet, Il virus che rende folli (La Nave di Tesco), è già un bestseller Oltralpe e farà discutere anche in Italia. Abituato a fare incursioni nelle grandi tragedie umanitarie, per raccontare l’ultima crisi internazionale non ha avuto bisogno di muoversi dal suo appartamento parigino. Gli è bastato accendere la televisione, ascoltare i dibattiti durante il lockdown sulla sacralizzazione della vita e le utopie del mondo post-Covid, mentre secondo lui pochi riflettevano sul costo di “un coma autoinflitto alla quasi totalità del pianeta, trasformatosi nel laboratorio di un’esperienza politica radicale”.

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Spiritualità Tao

Il Saggio non sa

Sapere è non sapere perché se tu sai allora ci sarà sempre qualcosa che tu non sai e, se sapendo sei arrogante perché sai, qualcun altro sarà arrogante con te perché lui sa e tu non sai. 

Ecco perché nel Tao Te Ching è detto:

“il saggio non sa, chi sa non è saggio.”
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Audio Meditazione

Meditazioni 25 Luglio 2020

25 Luglio 2020
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La nostra Aura
La Valle: liberare i blocchi
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Società

Zanardi e gli impossibili normali

La storia di Zanardi tocca ognuno ed è triste, ma c’è qualcosa che nessuno vede. Tutti danno molta enfasi sulla sua capacità, dopo il primo incidente in auto, di tornare in qualche modo ad essere un “campione”. La vita però dà degli stop.
La nostra società enfatizza l’agonismo, lo sport e i suoi campioni sono ricchi e famosi.

Questo ha senso?

Non molto. Quando si ha un incidente la vita ci chiede di dare un cambiamento drastico a quello che stiamo facendo. Continuare testardamente nelle gare, nelle lotte per primeggiare, anche solo su se stessi, è un errore: c’è altro nella vita, c’è ad esempio il godersela nella normalità.

Sembra per fortuna che Zanardi abbia ripreso a parlare, il mio consiglio a lui è di provare a non tornare un quel tipo di logica precedente, ci sono altre cose belle da assaporare.