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Fiabe

La principessa e il ranocchio

Innumerevoli sono i film di Disney sulle principesse e senza particolare entusiasmo mi sono accinto a guardare “la Principessa e il ranocchio”.

Vacue sono le polemiche sul ruolo “passivo- stereotipato” delle principesse nelle fiabe, soprattutto perché stucchevole e senza ingegno umano è il moderno mondo degli intellettuali. La principessa non è una femmina destinata inesorabilmente al passivo ruolo di moglie e madre, ma rappresenta il principio Yin, mentre il principe è il principio Yang e questi due elementi non possono cambiare, sono tali in natura. Nelle fiabe lo Yin ci rappresenta. Siamo noi la principessa in relazione al principio Yang, lo Spirito. Voler ribaltare questi ruoli vuol dire ergersi a dei procreatori di noi stessi e finire in un mondo senza spiritualità dominati dalla lotta malefica malattia-farmaco in cui noi umani siamo in balia di virus e batteri e non più loro alleati.

L’inizio del film è quasi stucchevole nel carattere fisso della coppia bambina-padre bianchi ricchi e bambina-padre neri poveri. Elementi in amicizia, ma stereotipati. Il padre nero insegna alla figlia che per riuscire nella vita bisogna fare fatica e però muore e questo mi sollecita l’attenzione, perché il taoismo insegna il contrario e il fim sostiene questa visione del mondo esente dalla fatica.

La bambina nera, (essendo Yin l’aspetto “oscuro” ben ci sta una principessa nera), bacia il rospo-principe, ma qui avviene il colpo di scena: anche lei diventa una rana e adesso la coppia rana Yin-Yang è costretta a stare in mezzo agli animali nella natura e qui trovano l’amore! Perfetto, non trovano l’amore nella falsità del loro mondo umano artefatto, ma in natura, animali, in quella che il taoismo definisce “Valle” per distinguerla dal mondo illusorio dell’ego. Si sposeranno da rane, cioè con l’aspetto animale ben vivo in loro, in mezzo ad altri animali diventati amici per la pelle e qui ritroveranno anche l’aspetto umano diventando veri Principi, compito che tutti noi siamo chiamati a risolvere. Noi Yin, lo Spirito Yang 

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Società

Giovani senza guide

Altissima percentuale di suicidi fra i giovanissimi e battaglie in strada fra minorenni. Questo l’effetto della devastazione che gli adulti hanno creato con l’incapacità di comprendere la vita.

Le scempiaggini a cui assistiamo sulla salute umana sono l’esempio lapalissiano dell’eredita che la classe dirigente e la generazione al potere lascia. Una scia disgustosa di inconsapevolezza.

Che società è quella dove le uniche attività che funzionano sono le farmacie con file costanti per accapparrarsi medicinali visti in televisione o prescritti da medici che non conoscono la salute umana?

Il teatrino fra Biden e Trump è lo specchio di questi personaggi biffonici, caricature di sé stesse. 

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I Ching

Il nuovo ciclo

Hsu

L’I Ching risponde con l’esagramma n° 5, l’Attesa.

È un esagramma già apparso in risposta ad una domanda simile: Attesa, ma comunque nutrirsi mentre si aspetta. Dove tutti attendono che le condizioni ritornino nella norma, il Taoista invece si nutre: è nutrimento spirituale e non c’è un tempo per lo Spirito perché lo si vive nell’attimo presente, non nel futuro. E allora questa attesa è una non attesa, va bene così, pandemia o non pandemia.

L’ideogramma ha al suo interno quattro gocce di pioggia che cadono dal cielo: l’acqua, l’alimento più importante e il numero quattro, il simbolo del ciclo, delle stagioni; l’idea della necessità di alimentarsi per favorire il nuovo ciclo.

L’unica linea mutevole è la sesta:

Cadere dentro una fossa. Ci sono tre ospiti inaspettati che arrivano. Mostrare rispetto porta buona fortuna.

Di solito la sesta e ultima linea mutevole di ogni esagramma non ha un responso molto favorevole perché la linea ha raggiunto la sommità e cadrà in basso a causa della ciclicità degli eventi. Qui l’I Ching ribadisce che non importa se arriva la pandemia e si resta nel fosso, nella grotta o chiusi in casa, tenendo uniti i tre centri, testa, cuore, pancia, i tre ospiti, comunque arride buona fortuna!

E volendo possiamo accostare i tre ospiti ai tre Re Magi; Gesù bambino li “attende non attendendoli” nella grotta, la fossa; Gaspare porta incenso, testa, Melchiorre porta oro, cuore, Baldassarre porta mirra, pancia.
Tutto ciò porta fortuna perché è il naturale ciclo del Cielo, ovvero dello Spirito.

Impariamo a non proiettare il futuro, a non attendere quello che vorremmo, ma ad accettare quello che ci viene dato in ogni istante: sono sempre doni preziosi.

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Salute

La scomparsa delle malattie

Avete mai provato a capire come mai non si prendono due o tre malattie assieme? Nessuno si fa il morbillo e l’influenza, oppure l’influenza e il Covid o tutte e tre le malattie assieme. Perché non usare l’intelletto e comprendere come mai dopo campagne contro morbillo, scarlattina varicella, influenza adesso imperversa il Covid? Negli ultimi anni c’è stata l’adunata mondiale del terrore conto il morbillo, adesso dove è il morbillo e la sua pericolosità?

Arriva il vaccino per il Covid, bene. La mia domanda però è: se ho eliminato ogni malattia, di cosa si ammala l’essere umano? Non rispondete che non si ammala perché la malattia è funzione evolutiva della vita. Seguite in futuro le statistiche di mortalità e vedrete come andranno quelle di problemi cardiaci e tumori.