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Salute

L’arte di respirare

L’errore di ogni civiltà è di ritenersi unica portatrice di verità e la nostra medicina e la nostra scienza hanno fallito durante la pandemia proprio per la loro incapacità di vedere al di là del “credo scientifico” in cui si sono incastrate.

“L’arte del respiro” è un libro di James Nestor che mostra un altro mondo scientifico che l’umanità ha studiato da millenni e che la “moderna scienza” sistematicamente tende a rimuovere: troppi sono gli interessi economici nel propinare i prodotti delle case farmaceutiche che danno enormi guadagni. Tantissime le possibilità di curare molte malattie respirando, ma è una cura che ha profitti economici irrisori. In questo passaggio del libro, uno scienziato in poche frasi riassume gli studi millenari dell’umanità sul respiro e sull’energia vitale:


“Inevitabilmente, studiando la materia vivente e le sue reazioni, studiamo la vita stessa”. Ciò che distingue gli oggetti inanimati come i sassi dagli uccelli, le api e le foglie, è il livello di energia, o la “eccitabilità” degli elettroni all’interno degli atomi che compongono le molecole della materia. Più è facile e frequente il trasferimento di elettroni tra le molecole, più la materia è “insatura”, e dunque più viva. Szent‐Györgyi studiò le più antiche forme di vita sulla Terra, e dedusse che erano tutte fatte di “accettori di elettroni deboli”, il che significava che non riuscivano ad accogliere o rilasciare facilmente gli elettroni. Sosteneva che questa materia disponesse di meno energia, e quindi di minori probabilità di evolversi. Perciò era rimasta così com’era, a ciondolare combinando poco o niente, per milioni e milioni di anni. Alla fine l’ossigeno, il sottoprodotto di quel ciondolare, si accumulò nell’atmosfera. L’ossigeno era un forte accettore di elettroni. Le nuove creature che si evolvevano in modo da consumare ossigeno, attraevano e scambiavano molti più elettroni rispetto alle forme di vita più antiche, anaerobiche. Con questo supplemento di energia, le prime forme di vita si evolvettero con relativa velocità diventando piante, insetti e tutto il resto. “Lo stato vitale è uno stato decisamente insaturo dal punto di vista degli elettroni” scrisse Szent‐Györgyi. “La natura è semplice ma sottile”. Questa premessa si può applicare alla vita attuale sul pianeta. Più ossigeno la vita è in grado di consumare, maggiore eccitabilità degli elettroni ottiene, e più diventa animata. Quando la materia vivente è pullulante e capace di assorbire e trasferire elettroni in modo controllato, resta sana. Quando le cellule perdono la capacità di scaricare e assorbire elettroni, cominciano a deteriorarsi. “Eliminare irreversibilmente elettroni significa uccidere” scrisse Szent‐Györgyi. Questo deterioramento dell’eccitabilità degli elettroni è ciò che porta il metallo ad arrugginirsi e le foglie a diventare marroni e morire. Anche gli uomini “arrugginiscono”. Quando le cellule nei nostri corpi perdono la capacità di attirare ossigeno, scriveva sempre Szent‐Györgyi, gli elettroni al loro interno rallentano e smettono di scambiarsi liberamente con altre cellule, e questo porta a una crescita sregolata e anomala. I tessuti cominciano ad “arrugginire” in un modo molto simile agli altri materiali. Ma non lo chiamiamo “arrugginimento dei tessuti”. Lo chiamiamo cancro. E questo contribuisce a spiegare perché il cancro si sviluppa e prospera in ambienti con poco ossigeno. Il modo migliore di mantenere in salute i tessuti del corpo era imitare le reazioni che si sono evolute nella prima vita aerobica sulla Terra, ovvero inondare il nostro corpo con una presenza costante di quel “forte accettore di elettroni” che è l’ossigeno. Respirare lentamente, di meno e dal naso equilibra i livelli dei gas respiratori nel corpo e distribuisce la massima quantità di ossigeno alla massima quantità di tessuti, in modo che le nostre cellule dispongano della massima quantità di reattività elettronica. “In ogni cultura e in ogni tradizione medica precedente alla nostra, la guarigione veniva effettuata spostando l’energia” affermava Szent‐Györgyi. Lo spostamento dell’energia degli elettroni consente agli esseri viventi di restare vivi e sani per il tempo più lungo possibile. I nomi possono cambiare – prana, orenda, ch’i, ruah – ma il principio è sempre rimasto lo stesso. A quanto pareva, Szent‐Györgyi seguì questo consiglio. Morì nel 1986, a novantatré anni.


Di particolare interesse per chi pratica Tai Chi è quest’altro brano del libro:


Un’ultima parola sulla respirazione lenta. Ha anche un altro nome: preghiera.

Quando i monaci buddhisti cantano il loro mantra più nosciuto, Om Mani Padme Hum, ogni frase pronunciata dura sei secondi, con sei secondi per inalare prima che il canto ricominci. Il canto tradizionale dell’Om, il “suono sacro dell’universo” usato nel giainismo e in altre tradizioni, richiede sei secondi per cantare, con una pausa di circa sei per inalare.

Anche il canto sa ta na ma, una delle tecniche più note del Kundalini yoga, comporta sei secondi per vocalizzare, seguiti da sei secondi per inalare. Poi c’erano le antiche posizioni induiste di mano e lingua chiamate mudra. Una tecnica chiamata khechari, concepita per aiutare a migliorare la salute fisica e spirituale e guarire dalle malattie, comporta di appoggiare la lingua sul palato, in modo che sia puntata verso la cavità nasale. I respiri profondi e lenti che si eseguono in questa tecnica durano sei secondi ciascuno. Giapponesi, africani, hawaiani, nativi americani, buddhisti, taoisti, cristiani: queste culture e religioni avevano tutte sviluppato in qualche forma le stesse tecniche di preghiera, che richiedevano gli stessi schemi respiratori. E tutte, con ogni probabilità, beneficiavano dello stesso effetto calmante.

Nel 2001 i ricercatori dell’università di Pavia hanno radunato una ventina di soggetti, li hanno coperti di sensori per misurare il flusso sanguigno, la frequenza cardiaca e il feedback del sistema nervoso, poi hanno chiesto loro di recitare un mantra buddhista, oltre alla versione originale latina del rosario, il ciclo cattolico di preghiera dell’Ave Maria che viene pronunciato metà dal prete e metà dalla congregazione. Con loro stupore, hanno scoperto che il numero medio di respiri per ogni ciclo era “quasi esattamente” identico, solo un po’ più veloce del ritmo delle preghiere induiste, taoiste e native americane: 5,5 respiri al minuto.

Ma ancora più sorprendente era l’effetto che aveva questa respirazione sui soggetti. Ogni volta che seguivano lo schema della respirazione lenta, l’afflusso di sangue al cervello aumentava e i sistemi del corpo entravano in uno stato di coerenza,149 in cui le funzioni di cuore, circolazione e sistema nervoso sono coordinate al massimo dell’efficienza.150 Nel momento in cui i soggetti tornavano a respirare in modo spontaneo o a parlare, i loro cuori battevano a un ritmo un po’ più irregolare, e l’integrazione di questi sistemi pian piano si perdeva. Qualche altro respiro lento e rilassato, e tornava a essere ripristinata.

Un decennio dopo i test di Pavia, due rinomati professori e medici di New York, Patricia Gerbarg e Richard Brown, hanno sperimentato lo stesso schema di respirazione su pazienti con ansia e depressione, senza la preghiera. Alcuni di essi avevano difficoltà a respirare lentamente, quindi Gerbarg e Brown hanno consigliato loro di cominciare con un ritmo più semplice: un’inalazione di tre secondi e un’esalazione almeno della stessa lunghezza. A mano a mano che i pazienti si abituavano, le loro respirazioni diventavano più lunghe.

Il risultato è stato che il ritmo respiratorio più efficiente si ha quando sia la lunghezza delle respirazioni sia il totale di respiri al minuto si attengono a una inquietante simmetria: inspirazioni di 5,5 secondi seguiti da espirazioni di 5,5 secondi, il che equivale quasi esattamente a 5,5 respiri al minuto.151 Era lo stesso schema del rosario.

I risultati erano inequivocabili, anche se la pratica durava solo cinque-dieci minuti al giorno.152 “Ho visto pazienti trasformati dall’adozione di pratiche respiratorie regolari” ha detto Brown. Lui e Gerbarg hanno usato questa tecnica di respirazione lenta addirittura per guarire i polmoni dei superstiti dell’11 settembre che soffrivano di una tosse cronica e dolorosa causata dai detriti, una malattia terribile chiamata polmone “a vetro smerigliato”. Non esiste una cura nota per questo disturbo, eppure dopo appena due mesi i pazienti ottenevano un miglioramento significativo soltanto imparando a praticare qualche giro di respirazione lenta al giorno.

Gerbarg e Brown avrebbero scritto libri e pubblicato diversi articoli scientifici sul potere rigenerante della respirazione lenta, che si sarebbe diffusa con il nome di “respirazione risonante” o “respirazione coerente”. La tecnica non richiede nessuno sforzo reale, né tempo o grandi attenzioni.153 E possiamo eseguirla ovunque, in qualsiasi momento. “È una cosa privata” scriveva Gerbarg. “Nessuno capisce che lo stai facendo”.

Da molti punti di vista, questa respirazione risonante offriva gli stessi benefici della meditazione a persone che non avevano voglia di meditare. O dello yoga a persone che non amavano l’idea di alzarsi dal divano. Offriva il tocco balsamico della preghiera a persone che non erano religiose.

Cambiava qualcosa se si respirava a una frequenza di cinque o sei secondi, o se si sbagliava di mezzo secondo? No, a patto che i respiri si aggirassero attorno ai 5,5 secondi.155 “Abbiamo pensato che il rosario si sia evoluto anche perché si sincronizzava con i ritmi cardiovascolari intrinseci (Mayer), e per questo regalava una sensazione di benessere, e forse una aumentata sensibilità al messaggio religioso” scrivevano i ricercatori di Pavia. In altre parole, le meditazioni, le Ave Marie e decine di altre preghiere che erano state sviluppate in migliaia di anni non erano del tutto prive di fondamento. La preghiera guarisce, soprattutto quando è praticata a 5,5 respiri al minuto.


La Forma Yang tramandata dal GM° Yang Sau Chung e praticata nella International Tai Chi Chuan association, ha una durata di trenta minuti e, indovinate quanti secondi è lungo un singolo movimenti e quindi un singolo respiro?

Cinque secondi e mezzo.

Il libro dà una carrellata delle enormi potenzialità della respirazione, ma l’autore alla fine sembra anche lui confuso e scisso fra scienza olistica e scienza allopatica proprio come tutta l’umanità è confusa su quale direzione prendere per il futuro visto il vicolo cieco in cui ci siamo infilati a livello scientifico.


Nestor conclude:

La respirazione perfetta è questa: inalare per circa 5,5 secondi, poi esalare per 5,5. Equivale a 5,5 respiri al minuto, per un totale di circa 5,5 litri d’aria. Potete praticare questa respirazione perfetta per qualche minuto, o qualche ora. La massima efficienza del nostro corpo non può mai essere di troppo.

L’arte del respiro

James Nestor

Editore: Aboca (18 marzo 2021)

346 pagine, anche in italiano

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Mente

La psiche e il vaccino

Emerge, sempre più evidente, che i vaccini hanno, dopo un po’ di tempo, un effetto negativo, cioè, il vaccinato si ammala più facilmente rispetto a chi non si è vaccinato. Lo continuiamo a vedere attorno a noi: i vaccinati si infettano anche più di una volta.

Il perché è semplice: la mente, e ne ho abbondantemente parlato negli anni.

La malattia parte sempre dalla mente e quando ci si vaccina la mente si sente protetta e per questo, il vaccino ha la possibilità di funzionare per un certo lasso di tempo. Avviene però un meccanismo inconscio – la legge dello Yin-Yang – : per proteggermi ho bisogno di un agente esterno, il vaccino e quindi io, persona, sono debole e senza vaccino mi ammalo. Ecco la necessità di fare altre dosi per rinforzare la difesa innaturale, ma altre dosi reinforzano nella mente inconscia la fragilità umana: sono un essere debole e malaticcio di fronte al terribile virus. È una catena senza fine.

Il meccanismo naturalmente lavora sulle persone con diverse gradualità e funziona anche sui non vaccinati, ma in maniera contraria: c’è il timore di essere alla mercé del virus, soprattutto perché tutto il mondo, in preda ad isteria collettiva, corre ciecamente verso il dio vaccino, ma a livello inconscio vi è, col tempo, un rafforzamento del sistema immunitario perché si constata che, in effetti, si ha tutte le possibilità di non ammalarsi o al limite ci si ammala e si guarisce in poco tempo grazie alla potenza dell’organismo umano e della propria mente.

Il tempo è il fattore chiave: il vaccinato odia il tempo che scorre perché dovrà vaccinarsi costantemente, il non vaccinato si accorge che più il tempo passa e più potente è la sua scelta.

La psiche umana è stata studiata da grandi pensatori del passato, ma il materialismo storico e il consumismo capitalistico ha cancellato dalla faccia della terra ogni conoscenza di come in realtà funzioniamo.

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Uncategorized

Al lupo! Al lupo!

Sinceramente le guerre non mi appassionano e trovo più delirante la situazione anti democratica dell’Italia che il conflitto Russo Ucraino, ma ha una sua utilità, mostra sempre più come la mente umana sia manipolabile.

In tali frangenti dobbiamo tornare al vero, riconnetteterci alla verità della vita per poter respirare e vivere e non aver la mente spazzata via in un’inutile turbinio di stoltezze umane.

Ad esempio la famosa fiaba di Esopo, l’agnello e il lupo, come tutte le fiabe e i miti ci riconnettono alla realtà.

La pecora stoltamente grida al lupo, al lupo e all’ennesima falsità nessuno più le crede e a causa di sé stessa muore divorata dal lupo.
Così succede all’informazione, i giornali sono in crisi, l’espresso svuotato dagli Elkann Agnelli viene venduto e ridimensionato.

Al lupo, al lupo per due anni durante la pandemia e chi vi crede più? Arrivò il lupo e foste divorati!

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Natura

I tecnici dis-umani

Per un ritorno ad una società umana è necessario demitizzare le professioni scientifiche. Un medico è un tecnico. Se si rompe una tubatura posso ripararla da solo oppure chiamare un idraulico. Se mi succede qualcosa posso aggiustarmi da solo o chiamare un medico, ma questo rimane un tecnico, non ha più valore di un idraulico o un elettricista.

Fra le professioni a cui si è dato un eccessivo peso ci sono i virologi che hanno fatto danni enormi perdendo il contatto con la natura e idealizzando i virus, facendo di essi dei mostri assassini. Hanno sbattuto il mostro in prima pagina e così hanno creato la paura nelle persone, dando l’illusione di essere assolutamente necessari. Questo li ha resi megalomani e si sono messi a sparare una cazzata dietro l’altra in TV cercando di diventare dei divi. La scomparsa della virologia è un bene per l’umanità perché torneremmo in contatto con “madre natura” che non essendo maligna non vuole la nostra morte: noi moriamo per la paura, ma siamo noi stessi a creare in noi la paura e a farci male e le epidemie sono sempre collegate a situazioni dis-umane come carenza di cibo, di acqua, sporcizia, inquinamento.

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La completa tolleranza

La pandemia ha creato un baratro dove una parte della popolazione è passata al di là, mentre tanti sono caduti nel baratro.

Al di là vuol dire “la Terra promessa”.

Per stare qui è necessario avere compreso la “tolleranza perfetta”, nessuno può imporre nulla ad un altro essere umano. Chi è nel baratro deve imparare questa tolleranza per poterne uscire. Non può essere una tolleranza per qualche categoria, ad esempio, gialli, rossi, gay, ma deve essere totale. Accettare ad esempio che ci sono persone che usano altri sistemi di vita rispetto alla propria e molti riguardano la salute. Chi non rispetta il libero arbitrio non può entrare nella “Terra promessa”, ha scelto di stare nel baratro.

Cosa può fare chi sta al di là del baratro? Può, deve, tendere una mano per aiutarli ad uscire perché è necessario che, prima o poi, tutti si tolgano dal baratro e arrivino al di là. È il compito dell’umanità.

Uscire dal baratro però è semplice, basta essere totalmente tolleranti, ma per ora l’umanità non ci è mai riuscita.

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Salute

il fallimento di Israele

Pare che Israele, dopo il fallimento della politica vaccinale – è la nazione con più contagi al mondo in rapporto alla popolazione nonostante siano alla quarta dose vaccinale – ci abbia rinunciato.

Questa notizia è molto positiva perché è da sempre che diciamo che non è possibile trovare un vaccino per le malattie stagionali come l’influenza. Il perché è semplice, la Natura protegge se stessa e il sistema evolutivo grazie a queste malattie che servono a fermare l’autodistruttività delle persone che, soprattutto nei mesi invernali, si stressano, non si fermano, non riposano abbastanza.

È tutta questione di intelligenza, bisogna uscire dal proprio piccolo mondo egoico in cui i megalomani cercano soluzioni non naturali come i vaccini influenzali e del Covid e non soluzioni naturali come la prevenzione, il riposo e la guarigione naturale, energetica.

Naturalmente, dato che viviamo in mezzo a personaggi folli e pochissimo evoluti, ci vorranno secoli prima di comprendere come funzionamo veramente.

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Salute

La vera storia dei vaccini

Un tempo non c’era una coscienza sociale sui vaccini, ma grazie alla Lorenzin e alla sua famigerata legge che obbliga farne una decina sui bambini, crebbe la consapevolezza che i vaccini invero non fossero questi miracolosi prodotti, osannati da decenni e ritenuti portatori di benessere e longevità. Si formò un primo gruppo di persone che voleva mantenere i vaccini facoltativi, una libera scelta dell’individuo. Purtroppo big pharma si impose e la legge passò.

All’arrivo a fine 2020 di questi “vaccini” per il Covid, ci fu quindi un largo gruppo di persone, fra cui valenti scienziati, medici, liberi pensatori, che misero in guardia dalla pericolosità di vaccini non comprovati e di tecnologia mRNA. L’assalto di big pharma e dei suoi accoliti fu totale, divenne una campagna mondiale onnipotente, inneggiante al dio vaccino che fece crollare persino le religioni. Quella cattolica perse la figura del Cristo salvifico per sostituirlo col vaccino e l’acqua santa (rappresentante lo Spirito Santo) divenne un disinfettante. In un colpo solo distrutta la Trinità!

Concetto importante anche per chi è ateo o di altra religione perché in Natura ogni cosa è composta da tre parti, radici, tronco, chioma e nell’essere umano: pancia, cuore, testa. Fummo quindi ridotti ad una testa e questo porta all’incubo sociale, al “capo” dittatore, ai Mussolini, Berlusconi, Renzi. Conte non era abbastanza “testa” e fu, appena possibile, sostituto dall’ennesima testa pazza in circolazione: Draghi.

Quelli che non vollero vaccinarsi furono accusati, da una stampa totalmente pagata economicamente da quei produttori che incrementarono in maniera esponenziale i propri guadagni grazie alla pandemia, di essere dei negazionisti (operazione indegna perché sdoganarono una precisa attribuzione del termine riferita a chi nega l’olocausto) e novax che fecero la fine solita, cioè quella delle minoranze reiette in una dittatura. La loro libertà fu negata quasi in tutto, di volta in volta con tecniche simili a chi è abituato alle torture e mediaticamente furono annientati davanti all’osannante popolo dei vaccinati. Tristissima ed esemplare è l’immagine che gira in rete di una bambina che dice che lei odia i novax.

Sapete tutti come finì, i vaccini Covid furono uno degli insuccessi più grandi nella storia della medicina che perse totalmente credibilità. Le persone costrette a vaccinarsi e rivaccinarsi di continuo e a infettarsi ancor di più di chi non si vaccinava cominciarono pure loro ad avere dubbi e la schiera dei “novax” divenne una nuova ondata di consapevolezza per l’umanità sul fatto che la salute non va demandata ad un rimedio esterno, imposto, ma è una responsabilità di ognuno: aver cura di sé. Tornarono ad esserci i cosiddetti “dottori di campagna”, quelli che ti ascoltavano il polso e “i rimedi della nonna”; divennero sempre più importanti una alimentazione equilibrata; attività all’aperto; sport salutari, Meditazione e, d’inverno riposo e sonno furono ritenuti toccasana durante le ondate influenzali.

Grazie alla Lorenzin abbiamo un mondo migliore oggi, dal male assoluto nasce il bene.

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Oriente

L’illusione pandemica

In Oriente si parlava, ai tempi, dell’illusione del mondo: “Il mondo fenomenico”, degli accadimenti. Concetto incomprensibile per un abitante di questo pianeta, in quest’epoca.

Mai come in questa pandemia abbiamo una prova della verità della saggezza millenaria dell’Oriente: tutto ciò che accade è illusione. Il virus? Letale per alcuni, inesistente per altri. Vaccini, non vaccini, leggi, lockdown, tutto illusorio, inefficace perché ogni risposta al mondo fenomenico è illusione. Solo così possiamo comprendere la follia che imperversa fra le classi dominanti e i cittadini.

L’unica possibile via d’uscita è accorgersi dell’illusione. Ci sono molti che vi si immergono totalmente creando loro mondi fantastici che vorrebbero imporre ad altri, alcuni li accettano, altri creano altre illusioni che ritengono più adatte, ma restano sempre delle pie illusioni.

Ah, quale saggezza nei Maestri di un tempo. I monaci Chan-Zen cercavano l’illuminazione, cioè la libertà dal mondo fenomenico. Famosa la frase: “Quando ho fame mangio, quando ho sete bevo”. Tutti mangiamo e beviamo, ma solo chi è libero dalle illusioni sa cosa veramente questo significa.

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Società

Gli italiani feccia

Due italiani su tre sono a favore dell’obbligo vaccinale. Non gli importa che questi vaccini non vanno bene per Omicron, non gli importa che ci sono tanti casi avversi, basta vedere cosa sta succedendo nel calcio. Non gli importa che tanti, compresi i pentiti dopo la prima o dopo la seconda dose non vogliono vaccinarsi, no, loro vogliono imporre l’obbligo. Sono talmente arroganti da imporre il loro volere su altri esseri umani. 

Sono umani feccia. 

Sono gli stessi che erano collaborazionisti durante il fascismo, che si sono sempre inginocchiati davanti a qualche dittatorello da strapazzo. Più che Mussolini o Stalin  oBerlusconi o Draghi, credo che Renzi sia il perfetto esempio del duce italico, un perfetto imbecille.

I film di Fantozzi diventano realtà, il servilismo meschino degli impiegati fantozziani davanti al grande capo diventa realtà.

L’elezione del nuovo Presidente degli italiani, con candidati malavitosi, incarta-pecoriti o turpi dittatorelli è l’esempio di una decadenza sociale devastante.

Che tristezza

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Politica Salute

Ultime dal Buzzikinstan

La situazione del Covid nel mondo è un indice politico, ci mostra che, dove si è soppressa la libertà, lì non sta andando bene.

l’Europa ha in una settimana quasi 8 milioni di contagi, l’Africa solo 300.000, però gli europei vogliono portare i vaccini in Africa! Agli Africani è andata molto bene che i vaccini sono costosi e gli Europei se li sono tracannati per meschinità individuale. Tanti hanno usato la scusa di fare il vaccino per gli altri, però quando l’OMS diceva che, invece della terza dose, bisognava mandare i vaccini nei paesi poveri, nessuno ha fiatato, ma son tutti corsi a bucarsi mostrando che era solo un malsano egoismo mascherato con una scusa che glorificasse la loro azione.

In Europa le nazioni illiberali hanno contagi altissimi grazie ai green pass e ai lockdown dei non vaccinati, Francia e Italia ridicole e il nuovo nascente nazismo germanico – già si rimpiange la Merkel – sta riportando i contagi su.
l’Inghilterra è in fase calante. Impressionante le foto dei loro stadi pieni e i tifosi senza mascherine mentre da noi, grazie al green pass stiamo riducendone l’affluenza. Da notare l’attacco a Boris Johnson nel momento in cui è dimostrato che la sua politica anti green pass ha funzionato.

L’india ha un notevole aumento dei contagi per effetto di Omicron e aumenteranno ancora, ma è a livello dell’Italia nonostante abbia 25 volte la sua popolazione.

l’Australia, nazione non più democratica da tempo, si rende ridicola durante gli Open di tennis e caccia Djokovic, ma ha un aumento vertiginoso dei contagi.

Figura pessima anche Israele che continua a fare dosi, sono alla quarta, ma basta aspettare un paio di mesi e i contagi scoppianodi nuovo.

Molto preoccupante la Cina e la sua politica folle, se si trovano 2, 3 casi l’intera città viene chiusa in lockdown totale. Adesso sono 3 città con 20 milioni di abitanti. Andranno avanti così per anni. Questo ci mostra che il regime cinese, nuovo modello del capitalismo mondiale, fa schifo.

Gli USA vaccinano e vaccinano, ma sono sempre in testa da due anni per contagi giornalieri. Biden o Trump, poco importa, il modello americano è un colabrodo.

Qualche purista storce il naso quando si leggono i dati, sono quelli che i giullari di corte usano per terrorizzare la massa umana, ma ritengo invece che la Vita ha una interpretazione benigna nonostante i buffoni di corte ne danno una lettura sempre maligna.

Avete notato come molti topi cercano di abbandonare la nave che lentamente affonda? Un paio di sorci vogliono salvare la faccia e han detto nei talk show, quei moderni luoghi televisivi, che hanno sostituito le arene, i colossei, dove si manda un “povero cristo” di volta in volta in pasto al pubblico, e ai sorci, che questi vaccini non funzionano per più di due, tre mesi e non si può pensare di continuare a vaccinare. Il libro Hungar games è un perfetto esempio della nostra realtà. I novax sono chiusi nel loro recinti e usati per sollazzare il decadentismo di ignobili esseri non più umani. Del resto se guardiamo i possibili candidati alla presidenza della Repubblica c’è da mettersi le mani nei capelli…