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Società

I miei primi 64

64 anni, come i 64 Esagrammi, un tutto.
Mi ricorda l’uovo di Pasqua, una completezza.
Adesso mi sento come all’esterno dell’uovo, quello che dovevo fare nella società, nella vita è fatto. Adesso sono il dono che era dentro l’uovo.

Per farlo ho, come tutti, fatto compromessi, soprattutto accettando gli altri e le loro idee, cercando comunque di comprenderli.

Adesso, fuori dall’uovo mi sento libero di dire tutto:

Detesto i razzisti, non li sopporto proprio, si pongono ad un livello di vita subumano e non se ne rendono conto e quindi in fondo detesto ogni partito di destra. So, dal 1980, da dove prendeva i soldi Berlusconi e vomitai quando fece il “patto con gli italiani” a Porta a Porta. Già il fatto di averlo stipulato davanti a Vespa…

Politici come Zingaretti del PD e Gelmini di FI mi danno nausea, vogliono obbligare a vaccinare contro l’influenza. Spendo la mia vita ad insegnare l’insensatezza della attuale medicina e arrivano questi ignoranti a devastare. Sono intollerante verso medici e affini, sciocchi che belano di sanità e non comprendono i danni creati alle menti umane con le loro mascherine e i loro aghi: sono i novelli militari pronti ad assassinare il nemico. Li riconoscete perché dicono sempre: abbiamo “sconfitto”, questo e quello.

Mi rivolto quando qualcuno parla di complottisti e mostra un viso angelico quando probabilmente ha appena intascato una tangente da qualche Big Pharma. Considero Trump un pazzo, ma ho altrettanto paura dei democratici e delle corporazioni che stanno dietro loro pronte a incrementare gli utili sulla pelle delle persone e della natura.

Sono un postsessantottino, ho visto i cosiddetti rivoluzionari finire tutti in posti di potere che un tempo contestavano. Siamo stati stritolati fra brigatisti e servizi deviati, fra un Andreotti e un Cossiga. Ho apprezzato Berlinguer e voglio Pertini!
Mi guardo in giro e rivaluto persino Sgarbi in mezzo alle macerie politiche. Credo che tutto sia politica, ma la politica non esiste più.

Vedo persone della mia età ammalarsi e morire senza aver provato a vivere, rimasti attaccati ad ideali non più esistenti, e tutti, guarda caso, pro-vax. Conosco nuove persone che hanno la consapevolezza che esiste qualcosa di più e lo vogliono scoprire, non importa quanti anni hanno.

Amo Cristo e odio la Chiesa, la grande carceriera del suo pensiero. Ho studiato ogni religione e perlustrato ogni meandro filosofico e amo la semplicità e profondità del Taoismo e della Natura.
Alle ultime elezioni ho votato i Verdi, ma non so neppure se esistono più. Mi fa specie che in Italia siano all’1 per cento quando non esiste un partito politico minimamente votabile. Ho sempre votato e sempre lo farò, questo mi hanno insegnato i partigiani.

Amo la tecnologia, ma deve aiutare la natura ed eliminare ogni lavoro alienante e liberare l’essere umano che deve potere dedicarsi a se stesso e gli altri.

Ringrazio molte persone, troppe per elencarle qui, lo faccio da cuore a cuore.

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Natura Salute Scienza

La sparizione dei virus

Non ci hanno azzeccato e per fortuna. All’8 giugno ci sarebbero dovuti essere, in terapia intensiva, in Italia, 150.000 persone. Attualmente ce ne sono appena 420. Una bella differenza che scombussola i piani dei catastrofisti.

Un virologo afferma: “Con l’avvio della stagione tardo-primaverile/estiva questi virus tendono a scomparire per motivi che ancora oggi non conosciamo di preciso, come pure non sappiamo perché partono a novembre-dicembre”.

Articolo del Fatto Quotidiano

Potete rendervi conto, leggendo l’articolo, di come la scienza non sia affatto scienza: ognuno dice il contrario dell’altro. Quando si tratta di vita, nulla può essere scienza esatta, proprio perché la vita è viva e muta e non vuole essere scoperta a differenza della non-vita che invece può diventare scienza come lo è la Fisica. Questa sì può essere scienza e lo conferma la comprensione di come la realtà sia molto diversa da quella che pensiamo e tocchiamo.

L’affermazione del virologo è parte del ciclo naturale della vita, conoscendola diventa facile comprendere tale affermazione per lui oscura, come mostro in questo speciale che ho realizzato tempo fa:

Ogni ciclo ha caratteristiche simili: una fase attiva e una fase passiva. Carico-scarico, ristruturazione-destrutturazione, nel taoismo, scienza naturale: yin-yang.

L’esempio di come funziona il ciclo del motore a scoppio può essere utile a comprendere il ciclo annuale dei virus.
Il pistone scende dopo lo scoppio e “scarica” i detriti residui. Questa la fase “acqua”, inverno. Se non c’è un totale scarico, i detriti restano nel motore e nella fase successiva di “aspirazione”, legno, la primavera, questi detriti resteranno nella miscela di aria e benzina che al culmine della compressione del pistone, fuoco, Estate, sarà “contaminata” a detrimento del’intero “ciclo produttivo”, e addirittura può causare danno al motore.

La natura difende se stessa e cerca di mantenersi altamente produttiva per dare nutrimento a tutte le specie viventi e lo fa col ciclo. La natura quindi ha la necessità di ottenere un perfetto “scarico”, una perfetta destrutturazione durante la fase invernale. Questa fase la possiamo anche chiamare riposo. Gli orsi d’inverno vanno in letargo, riposano. Il riposo elimina i detriti.

In caso di situazioni di “non riposo”, la natura provvede con malattie “rigeneranti”, dai raffreddori alle influenze e in casi di situazioni che ritiene gravi, con epidemie tipo coronavirus. Servono a mettere a letto le persone, a farle riposare.

Una volta compiuta l’opera, il virus non serve più, anzi, sarebbe dannoso mantenerlo attivo. È come se nel motore a scoppio in cui la fase di scarico lasci dei detriti ed allora, all’inizio dell’aspirazione, venga messo un sapone, un solvente per purificare: prima della fase di compressione questo solvente deve sparire, altrimenti danneggerebbe l’importante fase all’apogeo del ciclo, lo scoppio. Scoppio che deve essere libero, puro e potente.

Questo spiega anche perché in località dove c’è meno industrializzazione e ci si riposa di più grazie al maggior essere in contatto con la natura, il coronavirus ha fatto molti meno danni.

Così la natura difende se stessa per il bene di tutti gli esseri senzienti.

Una nota sui catastrofisti. Perché esistono e sono una mala pianta, difficile da estirpare? La catastrofe per loro rappresenta il potere, finalmente hanno potere, possono decidere sciocchezze sulla pelle delle persone e ricevono tanti soldi per questo potere, quindi, la continuazione della catastrofe, per loro, è la continuazione del potere. E chi li caccia più se il coronavirus resta e magari torna l’anno successivo?!

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Fantasy

Il Tri-dente

Un’altra puntata interessante della serie su Netflix Merlin.

Artù è impegnato in una importante “ricerca”, quest in inglese. Deve andare a Nord in una terra desolata a ritrovare il tridente del re pescatore.
Artù arriva ad un ponte, il simbolo del “passaggio”, ogni quest riuscita segna un passaggio evolutivo della vita.

Uno gnomo custodisce il ponte e lascia passare Artù, lo definisce “il coraggio”, ma lo mette in guardia sul fatto che da solo non otterrà nulla.

È interessante notare come tutti i videogiochi siano incernierati sul concetto di quest. D’altronde la vita è una continua ricerca, ogni giorno ve n’è una nuova, da affrontare, da risolvere. Come? Con l’intelligenza.
Il vero problema è che non ci accorgiamo neppure che la vita ci richiede questo lavoro “evolutivo” e perdiamo il tempo in altro e non cresciamo mai. Le follie del mondo sono lì, tutte a dimostrarlo.

Artù decide che deve affrontare la prova da solo, senza il fidato aiutante Merlino. Scelta come sempre scellerata. Testa, cuore e pancia sono un trio che deve lavorare sempre assieme, ma gli ostinati, quelli “in testa” (lo siamo tutti a fasi alterne), si credono soli.

Merlino decide di seguire l’amico, e compie un passaggio decisivo, va a scovare il terzo elemento indispensabile, la pancia, Galvano.

Lo gnomo all’arrivo di Merlino e Galvano si tranquillizza e definisce Merlino “la magia” e Galvano “la forza”.

Adesso abbiamo testa, cuore e pancia e assieme risolvono l’arcano e trovano il tri-dente.
La vera quest in verità è affrontata da Merlino che è l’unico ad incontrare il “re pescatore”, il possessore del Santo Graal. È il momento della consegna, del passaggio: il vecchio re, il ciclo che finisce dà le consegne al nuovo re, il nuovo ciclo che comincia.

C’è anche un aspetto apparentemente malefico: Morgana vuole la morte di Artù e gli regala un braccialetto con una pietra raffigurante una Fenice. La Fenice è simbolo del ciclo perché muore e ritorna dalle sue ceneri. Ovviamente il tentativo non riesce perché i nostri eroi comprendono la ciclicità della vita e la potenza generativa di Yin e Yang.
La Fenice cerca di distruggere col Fuoco Artù, ma quando Merlino riceve in dono dal re pescatore l’acqua, ecco che Yin e Yang tornano a ruotare in armonia.

La magia è il Qi, l’energia. Il cuore delle cose, la vita. Senza “magia” la vita trascorre misera e povera.