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Tarocchi

La guarigione

I tarocchi di Osho

D’estate in vacanza mi diverto e traggo spunti interessanti dal set di Tarocchi di Osho.  I tarocchi sono antiche immagini simboliche che rimandano ognuna a precisi temi e Osho è riuscito a tradurre la sua saggezza usando queste carte. Si può dire di tutto su Osho, ma era molto bravo nel commentare testi sacri e testi antichi.
 
Alla domanda sul perché durante la pandemia alcuni insegnanti abbiano scelto di lasciare l’associazione e quale significato abbia questo per noi, è venuta la carta “Re dell’Acqua”, la guarigione.

Ecco la carta e il significato che Osho le attribuisce:

È un tempo in cui le ferite del passato, profondamente occultate, tornano a riaffiorare, pronte e disponibili a essere guarite.

La figura di questa carta è nuda, vulnerabile, aperta al tocco amorevole dell’esistenza. L’aura intorno al suo corpo è colma di luce, e le qualità di rilassamento, attenzione e amore che la circondano dissolvono la sua lotta e la sua sofferenza. Fiori di loto luminosi appaiono sul suo corpo fisico, e intorno ai corpi energetici sottili che i guaritori dicono circondare ognuno di noi. In ognuno di questi strati sottili prende forma un cristallo o uno schema di guarigione.

Quando ci troviamo sotto l’influenza guaritrice del Re d’Acqua, non ci nascondiamo più agli altri. In questa attitudine d’apertura e d’accettazione possiamo essere guariti, e al tempo stesso aiutare anche gli altri ad essere sani e integri.

Un’ottima carta, sembra una figura energetica dell’essere umano. Vi sono mani che la curano, mani che durante la forma ci curano.
 
È fondamentale che chiunque si rivolga al Tai Chi abbia per eventuali propri problemi una risposta Tai Chi, energetica, di vita. Il Tai Chi non vede, per esempio, un malato di Parkinson, vede un essere umano che ha bisogno di ricontattare il suo sé più profondo, la sua energia, che deve muoversi in armonia e deve respirare. Il gruppo degli insegnanti che se ne sono andati, non riusciva, per la loro formazione medica – scientifica, tecnica, a comprendere questo e con allievi, persino non loro, non uscivano dal loro ambito intelletuale: non sono mai diventati veri insegnanti di Tai Chi e Qigong.

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Salute

Respirare

In 32 anni di insegnamento di Tai Chi e Qigong mi sono reso ben presto conto che tutti i problemi di salute sono legati al respirare poco e male delle persone. Nei miei molteplici stage, lezioni e interventi anche in tema sanitario, ad esempio presso la dottoressa Gemma Martino su donne con tumore alla mammella, ho sempre cercato di far lavorare le persone su una più profonda respirazione e apertura del diaframma. Tanti miei allievi ne hanno beneficiato in questi decenni.

Per me vedere la persone con la mascherina è un totale controsenso e vi sono pochissimi interventi scientifici sulla dannosità del loro uso perché invero a nessuno interessa curare le persone facendole respirare: chi ci guadagna? È una terapia assolutamente poco remunerativa. Il grande vantaggio è che è naturale, dovrebbe essere una cosa quotidiana che chiunque può fare: dieci minuti di respiro profondo…

Sui bambini poi l’effetto della mascherina, del non respirare è micidiale.

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Tai Chi

La mediocrità

Il nostro Tai Chi non può certo essere accusato di mediocrità, anzi, per qualcuno è piuttosto elitario, ma non è neppure elitario perché semplicemente propone la realtà, quella vera: energia, respiro, benessere. Non facile, no, soprattutto in una società sempre più mediocre. Guardiamo i politici, i giornalisti, gli abitanti. Mediocri su mediocri che pare apprezzino solo il denaro.

Quando arriva un allievo non uso meritocrazia, è un allievo, sono l’insegnante, il rapporto è questo e per me tutti possono riuscire nel Tai Chi, non importa la fisicità, importa l’interesse che hanno. Se l’allievo vuole diventare insegnante, non gli pongo limiti, ma divento più esigente. Molti miei allievi sono diventati insegnanti.

Troppi? Forse sì, forse no. Questo mostra che tutti possono diventare insegnanti, ma è nel momento che lo si diventa che la mediocrità torna a galla.

Nessun essere umano è mediocre, sceglie di esserlo.

Qualche insegnante se ne va cercando un’altra scuola, un altro insegnante. Capita spesso che finiscano da qualche altro mio ex allievo che si è cercato un suo spazio da sè e sguazza nella mediocrità proprio perché non ha più una scuola da cui può continuare ad apprendere.

Perché si sceglie un insegnante sì scarso? Perché si vuole restare mediocri. Ripeto, ogni essere umano ha grandi potenzialità, ma molti rimangono scarsi perché hanno scelto di essere insegnanti di se stessi: un modello come il GM° Chu è troppo per loro.

Bisogna tornare a comprendere la psicologia, l’ego sovente non riesce, non vuole aprirsi, il maestro Chu apre, mette in discussione, fa riflettere rispetto alla nostra esistenza. Scelgo questo o quella insegnante mediocre? È facile, è comodo, non devo mettermi in gioco, con lui-lei posso fingere di non essere mediocre nella mia mediocrità.

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Spiritualità

La forza dello Spirito

Vedere il Papa così arrendevole davanti al Coronavirus, mostra tutti i limiti delle Chiese. Il Papa dovrebbe essere il rappresentante di Dio, eppure non c’è nessuna forza spirituale in lui, il massimo che riesce ad esprimere è la speranza che ci sia un vaccino per tutti.

La chiesa non ha mai espresso Dio, è solo stato usato come scusa per creare un dominio, una potenza in cui l’ego del clero controllasse le “povere pecorelle smarrite”.

Se uno crede a Dio, si affida a Dio. Se uno non crede in Dio deve affidarsi a qualcosa che lo protegga, è giusto, non c’è una “forza”, che possa guidarlo e tenerlo sano nella vita, ed allora anche il più piccolo “nemico”, ad esempio un virus, può diventare un pericolo mortale.

Il mondo manca di Spiritualità. Magari non chiamiamo questa forza Dio perché tanti odiano questo termine così mal usato nei millenni. Un Dio irreale, punitore, addirittura malvagio. Chiamiamolo Spirito e comunque come preferite, ma la formula magica è: Spirito o ego. 

O c’è una forza con cui devo dialogare, oppure il mio ego è dio ed allora il mondo, con miliardi di ego diversi in lotta fra loro per chi è dio, è perso.