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Scienza

Pont du Gard

Quando qualcuno vi parla della meraviglia della scienza dei nostri giorni, mettetelo di fronte al Pont du Gard costruito dai Romani nel 17 avanti Cristo e ancora lì a mostrare la sua meraviglia.

Se comprendere come funziona ai nostri giorni, basta tornare al ponte Morandi di Genova e sentire un po’ la vergogna di vivere in questi tempi bui di mazzette e arroganza.

Ciò che resta del ponte Morandi, il 14 agosto 2018 (PIERO CRUCIATTI/AFP/Getty Images)

Il Tai Chi della Itcca Italia pone le sue basi nella tradizione taoista: non vuole solo rifarsi alla meteà tecnica dei potenti movimenti, quindi non solo struttura, ma trae spunto dalla maestria morale e filosofica degli antichi maestri.

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Scienza

Tutti buffoni

Verdi alla fine della sua vita supera il mortifero romanticismo arrivando ad una nuova comprensione della vita con il suo capolavoro, Il Falstaff.

Ecco gli ultimi versi che il vecchio vanesio Falstaff e gli altri protagonisti dell’opera cantano in coro:

Tutto nel mondo é burla.
          L’uom é nato burlone,
          La fede in cor gli ciurla,
          Gli ciurla la ragione.
          Tutti gabbati! Irride
          L’un l’altro ogni mortal.
          Ma ride ben chi ride
          La risata final.

E ben possiamo ridere della scienza del 2020 e dei suoi Falstaff.

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Salute Scienza Società Spiritualità Tai Chi

La potenza della mente

La psiche è molto potente e la psicoanalisi è un veicolo di guarigione della mente e del corpo.
L’indebolimento della mente nei nostri tempi continua senza interruzioni. Le cosiddette “intolleranze alimentari” sono sempre riconducibili ad una intolleranza nella psiche; compreso questo, c’è guarigione. Comprendo il meccanismo di ogni malattia nella psiche e guarisco, ma se la mente viene indebolita, il corpo diventa fragile, attaccabile, alla mercé di ogni malattia.

Si sentono tanti scienziati e politici inneggiare ai vaccini: bambini, vecchi, ragazzi che dovrebbero vaccinarsi. Per cosa? Contro la terribile influenza.

La natura propone l’influenza, la mente dovrebbe comprendere come mai mi è venuta l’influenza. Questo è un dialogo naturale fra me e la natura. Lo comprendo? Guarisco o se la mia mente è sana, non mi ammalo per nulla.

Se andiamo contro natura e ci vacciniamo per tutto, allora siamo in-naturali e il dialogo non può avvenire e la natura avrà necessità di tornare a occuparsi di noi con malattie anche più gravi, come spesso accade, per esempio la polmonite.

Mi viene un attacco di cuore, cosa devo fare dopo un primo intervento medico? Devo lavorare sul perché ho avuto un segnale così forte da parte della natura. Dovrò andare più in profondità nella mia psiche ed elaborare il dolore che è sicuramente bloccato dentro e che danneggia il cuore…

Per la mente sono altresì consigliate pratiche come il Qigong e il Tai Chi. Il corpo diventa uno strumento di conoscenza e il vero lavoro è sullo Yi, la mente. Ecco perché il Tai Chi ha migliaia di ricerche scientifiche che attestano la sua efficacia.

Certo è difficile trovare un buon maestro, una buona scuola, proprio perché il maestro e la scuola devono avere profondamente compreso l’importanza della mente nella vita. Molti hanno provato ad insegnare Tai Chi e Qigong con scarsi risultati proprio perché sono orientati sull’aspetto fisico strutturale dell’arte e non raggiungeranno mai la maestria.

La psicoanalisi è costosa, ma avere conoscenze di come funziona la nostra mente sarebbe importante già nelle scuole dell’obbligo e anche conoscenze di Tai Chi e Qigong sarebbero facilmente fruibili. Il problema è l’assoluta minore spesa sanitaria che sarebbe fortemente contrastata da politici e scienziati coinvolti con big pharma.

L’ultimo consiglio: la Mente ha bisogno dello Spirito. Senza Spirito si perde ogni lucidità, come ben dimostra il momento che stiamo vivendo.

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Salute Scienza Società

Un libero “pensatore”

Intervista a Bernard-Henrì Lévi dall’inserto settimanale de La Repubblica

Giù la maschera Covid-19

Parigi. “Sarebbe stato un bello scatto, vero?”. Bernard-Henri Lévy scherza con il fotografo dopo che un uccellino si è posato per qualche secondo sulla sua gamba.

Seduto nel giardino di un albergo vicino agli Champs-Elysées, Lévy trasmette una sensazione di controllo assoluto della sua immagine, mantiene una certa distanza anche se poi ci tiene ad avvicinarsi per stringere la mano, onorando “quel gesto di fraternità che fa parte della nostra civiltà”. Non c’è bisogno di un test sierologico per sapere che il filosofo e giornalista è immunizzato dal Covid, o almeno dalla psicosi che ha accompagnato il virus.

“Sono stato raggelato dall’epidemia di paura” dice Bhl, 71 anni, ricordando i suoi articoli pubblicati da marzo su Stampa e Repubblica per allertare contro quello che vedeva come il rischio di una straordinaria sottomissione collettiva, un eccessivo potere medico, l’avvento di un nuovo igienismo. Se la missione di un intellettuale è anche scuotere le coscienze, aprire il dibattito, Lévy ci è riuscito. Il suo ultimo pamphlet, Il virus che rende folli (La Nave di Tesco), è già un bestseller Oltralpe e farà discutere anche in Italia. Abituato a fare incursioni nelle grandi tragedie umanitarie, per raccontare l’ultima crisi internazionale non ha avuto bisogno di muoversi dal suo appartamento parigino. Gli è bastato accendere la televisione, ascoltare i dibattiti durante il lockdown sulla sacralizzazione della vita e le utopie del mondo post-Covid, mentre secondo lui pochi riflettevano sul costo di “un coma autoinflitto alla quasi totalità del pianeta, trasformatosi nel laboratorio di un’esperienza politica radicale”.