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La potenza della mente

La psiche è molto potente e la psicoanalisi è un veicolo di guarigione della mente e del corpo.
L’indebolimento della mente nei nostri tempi continua senza interruzioni. Le cosiddette “intolleranze alimentari” sono sempre riconducibili ad una intolleranza nella psiche; compreso questo, c’è guarigione. Comprendo il meccanismo di ogni malattia nella psiche e guarisco, ma se la mente viene indebolita, il corpo diventa fragile, attaccabile, alla mercé di ogni malattia.

Si sentono tanti scienziati e politici inneggiare ai vaccini: bambini, vecchi, ragazzi che dovrebbero vaccinarsi. Per cosa? Contro la terribile influenza.

La natura propone l’influenza, la mente dovrebbe comprendere come mai mi è venuta l’influenza. Questo è un dialogo naturale fra me e la natura. Lo comprendo? Guarisco o se la mia mente è sana, non mi ammalo per nulla.

Se andiamo contro natura e ci vacciniamo per tutto, allora siamo in-naturali e il dialogo non può avvenire e la natura avrà necessità di tornare a occuparsi di noi con malattie anche più gravi, come spesso accade, per esempio la polmonite.

Mi viene un attacco di cuore, cosa devo fare dopo un primo intervento medico? Devo lavorare sul perché ho avuto un segnale così forte da parte della natura. Dovrò andare più in profondità nella mia psiche ed elaborare il dolore che è sicuramente bloccato dentro e che danneggia il cuore…

Per la mente sono altresì consigliate pratiche come il Qigong e il Tai Chi. Il corpo diventa uno strumento di conoscenza e il vero lavoro è sullo Yi, la mente. Ecco perché il Tai Chi ha migliaia di ricerche scientifiche che attestano la sua efficacia.

Certo è difficile trovare un buon maestro, una buona scuola, proprio perché il maestro e la scuola devono avere profondamente compreso l’importanza della mente nella vita. Molti hanno provato ad insegnare Tai Chi e Qigong con scarsi risultati proprio perché sono orientati sull’aspetto fisico strutturale dell’arte e non raggiungeranno mai la maestria.

La psicoanalisi è costosa, ma avere conoscenze di come funziona la nostra mente sarebbe importante già nelle scuole dell’obbligo e anche conoscenze di Tai Chi e Qigong sarebbero facilmente fruibili. Il problema è l’assoluta minore spesa sanitaria che sarebbe fortemente contrastata da politici e scienziati coinvolti con big pharma.

L’ultimo consiglio: la Mente ha bisogno dello Spirito. Senza Spirito si perde ogni lucidità, come ben dimostra il momento che stiamo vivendo.

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Salute Scienza Società

Un libero “pensatore”

Intervista a Bernard-Henrì Lévi dall’inserto settimanale de La Repubblica

Giù la maschera Covid-19

Parigi. “Sarebbe stato un bello scatto, vero?”. Bernard-Henri Lévy scherza con il fotografo dopo che un uccellino si è posato per qualche secondo sulla sua gamba.

Seduto nel giardino di un albergo vicino agli Champs-Elysées, Lévy trasmette una sensazione di controllo assoluto della sua immagine, mantiene una certa distanza anche se poi ci tiene ad avvicinarsi per stringere la mano, onorando “quel gesto di fraternità che fa parte della nostra civiltà”. Non c’è bisogno di un test sierologico per sapere che il filosofo e giornalista è immunizzato dal Covid, o almeno dalla psicosi che ha accompagnato il virus.

“Sono stato raggelato dall’epidemia di paura” dice Bhl, 71 anni, ricordando i suoi articoli pubblicati da marzo su Stampa e Repubblica per allertare contro quello che vedeva come il rischio di una straordinaria sottomissione collettiva, un eccessivo potere medico, l’avvento di un nuovo igienismo. Se la missione di un intellettuale è anche scuotere le coscienze, aprire il dibattito, Lévy ci è riuscito. Il suo ultimo pamphlet, Il virus che rende folli (La Nave di Tesco), è già un bestseller Oltralpe e farà discutere anche in Italia. Abituato a fare incursioni nelle grandi tragedie umanitarie, per raccontare l’ultima crisi internazionale non ha avuto bisogno di muoversi dal suo appartamento parigino. Gli è bastato accendere la televisione, ascoltare i dibattiti durante il lockdown sulla sacralizzazione della vita e le utopie del mondo post-Covid, mentre secondo lui pochi riflettevano sul costo di “un coma autoinflitto alla quasi totalità del pianeta, trasformatosi nel laboratorio di un’esperienza politica radicale”.

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Società

Zanardi e gli impossibili normali

La storia di Zanardi tocca ognuno ed è triste, ma c’è qualcosa che nessuno vede. Tutti danno molta enfasi sulla sua capacità, dopo il primo incidente in auto, di tornare in qualche modo ad essere un “campione”. La vita però dà degli stop.
La nostra società enfatizza l’agonismo, lo sport e i suoi campioni sono ricchi e famosi.

Questo ha senso?

Non molto. Quando si ha un incidente la vita ci chiede di dare un cambiamento drastico a quello che stiamo facendo. Continuare testardamente nelle gare, nelle lotte per primeggiare, anche solo su se stessi, è un errore: c’è altro nella vita, c’è ad esempio il godersela nella normalità.

Sembra per fortuna che Zanardi abbia ripreso a parlare, il mio consiglio a lui è di provare a non tornare un quel tipo di logica precedente, ci sono altre cose belle da assaporare.

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Società Tao

I violenti

In questo mondo ci sono tantissimi violenti. Non sono solo quelli che uccidono o rubano, ci sono tantissime forme di violenza, di costrizione; c’è quella politica delle leggi che obbligano, ad esempio, l’obbligo di vaccinarsi o di seguire un metodo di cura, sopraffanno la libera scelta dell’essere.

Il libero arbitrio è cosa sacra e qualsiasi sopraffazione è violenza.

È un mondo violento, cominciamo ognuno ad accorgerci di questo.

Se ad esempio non mangio carne, nessuno mi deve dare carne da mangiare, ma neppure devo costringere nessuno a seguire la mia scelta e sarò attento a non far pesare questa mia scelta.
Se voglio curarmi soltanto con i Fiori di Edward Bach, questa è una mia scelta e nessuno deve costringermi ad altra scelta e neppure io costringerò qualcun altro ad usare i fiori, neppure se sono sicuro che siano più efficaci di un antibiotico.

Se un medico sta pensando leggendo questo, che sono pazzo, questa è violenza, ma neppure io devo pensare che è un pazzo se vede solo il suo mondo di farmaci, sono problemi suoi, l’importante è che non siamo violenti l’un contro l’altro.

Il libero arbitrio è l’unica via verso la non violenza.