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L’ignoranza del laureato

Qui Eco prende un abbaglio pazzesco confondendo lo studio con l’intelligenza umana.

In Cina è leggendaria la storia del VI patriarca Chan Hui Neng, un completo analfabeta che sentito un Sutra del Buddha mentre vendeva legna al mercato, si “illuminò” e divenne uno dei maestri spirituali più importanti della storia (lo Zen ebbe origine da lui).

Proprio in questo periodo abbiamo visto in TV una quantità spropositata di scienziati dire fesserie una dietro l’altra. Lo studio specialistico degli ultimi decenni ha creato degli “idioti” umani.

Yin Yang, se c’è troppo da una parte si perde conoscenza da un’altra parte. 

Questo vale per tutti i laureati, a meno che siano persone intelligenti che hanno capito che il loro sapere in una specializzazione non li deve rendere arroganti e che nel risolvere le situazioni della vita, anche un analfabeta ha le stesse potenzialità che hanno loro. I laureati arroganti invece non vedono il grande disegno, ad esempio di una pandemia, e riescono a dire cazzate una dietro l’altra, contraddicendosi ogni volta.

Ho studiato la salute umana per 40 anni e per farlo ho dovuto rinunciare all’Università, perché lì non c’era quello che mi interessava davvero, e, come molti che hanno fatto la mia scelta in questi decenni, parecchi studi universitari ci appaiono sciocchi. 

Ad esempio i giornalisti sono laureati, ma… gli sciocchi se non vogliono ascoltare non ascoltano. Montagnier, premio Nobel per la medicina, aveva detto tutto sulla pandemia all’inizio, ma nessuno lo ascoltò, venne preferito uno come Galli e sappiamo tutti com’è finita la storia.

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