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Merlin su Netflix

Nella seconda stagione della serie televisiva Merlin accade un episodio taichichuanisticamente interessante. Una Troll dall’aspetto ripugnante cerca di sposare, per ottenere il potere sul reame, il re, il padre stolto e arrogante di Artù.

Due scene significative, nella prima la Troll, trasformatasi in bella donna, fa mettere un medaglione incantato al re. Una pietra rossa esattamente dove c’è l’ingresso energetico del cuore. Il re assume immediatamente la postura dell’Yi Gong numero 3, Fuoco. Il viso sorridente si solleva verso il sole. Positivo, si è innamorato, ha aperto il cuore, ma non c’è Yin Yang, viene a mancare l’acqua: è bloccato e non vede ciò che accade attorno a lui, agli altri.

Da un lato c’è un punto interessante, il re non vede l’aspetto della Troll. Il cuore non fa distinzioni quando è innamorato, ama incondizionatamente, i difetti fisici non hanno importanza, solo l’ego li vede, non lo Spirito.

Lo sguardo è rivolto verso l’alto.

Merlino convince Artù che il re deve uscire da questa situazione provando un vero dolore.
Un incantesimo rende Artù simile ad un morto e il padre finalmente cede alle emozioni e al dolore per la perdita del figlio e si apre “l’acqua”, la testa si abbassa e lacrime escono. Si avvede, come un’aquila in volo guardando giù vede il mondo, degli altri e del vero aspetto della Troll, della sua amata, non interessata a lui, ma al suo potere.

Lo sguardo è rivolto in basso.

L’episodio è interessante, non completo, il re avrebbe dovuto imparare ad avere fuoco e acqua assieme, vedere l’amore e il mondo connessi, ma torna come è di solito, stolto e arrogante, odia e vuole distruggere ogni magia. Non comprende la magia della vita.

È Artù che dovrà fare questo passaggio quando sarà lui stesso re aiutato dalla magia di Merlino.

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