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Fiabe

Il medico manigoldo

Cari bambini, vi racconto la storia del medico manigoldo.

C’era una volta un medico manigoldo. Era famoso e riverito, non tanto perché salvasse vite umane, ma perché aveva amici ricchi e si era creato un grande potere personale. Chiunque osasse dubitare dei suoi metodi veniva messo in prigione.

C’era nelle campagne vicino alla città del re, una donna, già avanti con gli anni, molto brava nell’arte dei rimedi naturali e tante persone che non potevano pagare il ricco medico manigoldo si rivolgevano a lei per essere guarite

Un brutto giorno il medico decise di agire: questa guaritrice cominciava ad oscurare la sua fama e convinse il re e tutti i nobili a corte che la donna era nient’altro che una strega maligna. Il re e i suoi accoliti erano degli stolti e certo, solo per questo, il medico manigoldo era diventato ricco e famoso.

La donna fu gettata in carcere a pane e acqua e condannata al rogo dove sarebbe morta fra le fiamme, come erano purtroppo finite, nel lontano passato, tante altre guaritrici.
I potenti non badano tanto alla qualità e alla bontà, ma hanno solo interesse a mantenere il controllo e il potere e agiscono con superbia e cattiveria.

Ma… il figlio del re si ammalò. Non respirava più bene, diventò rosso e fu chiamato il famoso medico che cominciò ad armeggiare con i suoi farmaci. Non li conosceva tutti, molti di questi farmaci erano nuovi, non ancora provati, ma le case farmaceutiche che li producevano, davano molti soldi al medico affinché li usasse e li sperimentasse soprattutto sulla povera gente. Tanto se morivano loro a nessun importava.

Non ci fu nulla da fare, il principino non guariva e anzi peggiorava di giorno in giorno a causa dei farmaci Che fare? Si domandarono il re e la regina? La dama di corte della regina che aveva un animo nobile e spesso, in segreto, si era avvalsa delle cure della guaritrice, parlò in segreto alla sua regina. E la regina convinse il disperato re a tentare la sorte. La guaritrice fu portata al cospetto del principe. Lei comprese subito, con la sua lunga esperienza, cosa avesse il bambino. Gli stette vicino, parlando alla sua anima, una notte ed un giorno.

Come finì la storia? Il bambino è lì che gioca con i suoi amici nelle strade della città, la nostra guaritrice è adesso la guaritrice di poveri e ricchi e il medico manigoldo è stato cacciato a calci nel sedere dal reame e starà cercando di truffare le genti di qualche altro posto.

Questo racconto non è nuovo, continua a ripetersi nella storia dell’umanità. La guaritrice è il simbolo della cura naturale, può certo essere un uomo, ma è rappresentata da una donna esperta nell’aver cura degli altri perché è quello che la Natura fa quando la si comprende: ha cura di noi.
Il medico manigoldo è quell’entità che si sostituisce alla Natura e credendosi un dio, attraverso farmaci vuole guarire gli altri per mostrare la propria volontà di potenza che finisce sempre col voler controllare gli altri e sottometterli. È importante distinguere fra rimedio e farmaco, il primo tiene conto dell’ammalato a cui viene chiesto di prendersi cura di se stesso. Il secondo no, vede il malato solo come un dato statistico.

Quando la società si orienta solo sul medico manigoldo e abbandona la Natura, è una società decadente e malata.

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Tarocchi

La guarigione

I tarocchi di Osho

D’estate in vacanza mi diverto e traggo spunti interessanti dal set di Tarocchi di Osho.  I tarocchi sono antiche immagini simboliche che rimandano ognuna a precisi temi e Osho è riuscito a tradurre la sua saggezza usando queste carte. Si può dire di tutto su Osho, ma era molto bravo nel commentare testi sacri e testi antichi.
 
Alla domanda sul perché durante la pandemia alcuni insegnanti abbiano scelto di lasciare l’associazione e quale significato abbia questo per noi, è venuta la carta “Re dell’Acqua”, la guarigione.

Ecco la carta e il significato che Osho le attribuisce:

È un tempo in cui le ferite del passato, profondamente occultate, tornano a riaffiorare, pronte e disponibili a essere guarite.

La figura di questa carta è nuda, vulnerabile, aperta al tocco amorevole dell’esistenza. L’aura intorno al suo corpo è colma di luce, e le qualità di rilassamento, attenzione e amore che la circondano dissolvono la sua lotta e la sua sofferenza. Fiori di loto luminosi appaiono sul suo corpo fisico, e intorno ai corpi energetici sottili che i guaritori dicono circondare ognuno di noi. In ognuno di questi strati sottili prende forma un cristallo o uno schema di guarigione.

Quando ci troviamo sotto l’influenza guaritrice del Re d’Acqua, non ci nascondiamo più agli altri. In questa attitudine d’apertura e d’accettazione possiamo essere guariti, e al tempo stesso aiutare anche gli altri ad essere sani e integri.

Un’ottima carta, sembra una figura energetica dell’essere umano. Vi sono mani che la curano, mani che durante la forma ci curano.
 
È fondamentale che chiunque si rivolga al Tai Chi abbia per eventuali propri problemi una risposta Tai Chi, energetica, di vita. Il Tai Chi non vede, per esempio, un malato di Parkinson, vede un essere umano che ha bisogno di ricontattare il suo sé più profondo, la sua energia, che deve muoversi in armonia e deve respirare. Il gruppo degli insegnanti che se ne sono andati, non riusciva, per la loro formazione medica – scientifica, tecnica, a comprendere questo e con allievi, persino non loro, non uscivano dal loro ambito intelletuale: non sono mai diventati veri insegnanti di Tai Chi e Qigong.

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Salute

Respirare

In 32 anni di insegnamento di Tai Chi e Qigong mi sono reso ben presto conto che tutti i problemi di salute sono legati al respirare poco e male delle persone. Nei miei molteplici stage, lezioni e interventi anche in tema sanitario, ad esempio presso la dottoressa Gemma Martino su donne con tumore alla mammella, ho sempre cercato di far lavorare le persone su una più profonda respirazione e apertura del diaframma. Tanti miei allievi ne hanno beneficiato in questi decenni.

Per me vedere la persone con la mascherina è un totale controsenso e vi sono pochissimi interventi scientifici sulla dannosità del loro uso perché invero a nessuno interessa curare le persone facendole respirare: chi ci guadagna? È una terapia assolutamente poco remunerativa. Il grande vantaggio è che è naturale, dovrebbe essere una cosa quotidiana che chiunque può fare: dieci minuti di respiro profondo…

Sui bambini poi l’effetto della mascherina, del non respirare è micidiale.

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Tai Chi

La mediocrità

Il nostro Tai Chi non può certo essere accusato di mediocrità, anzi, per qualcuno è piuttosto elitario, ma non è neppure elitario perché semplicemente propone la realtà, quella vera: energia, respiro, benessere. Non facile, no, soprattutto in una società sempre più mediocre. Guardiamo i politici, i giornalisti, gli abitanti. Mediocri su mediocri che pare apprezzino solo il denaro.

Quando arriva un allievo non uso meritocrazia, è un allievo, sono l’insegnante, il rapporto è questo e per me tutti possono riuscire nel Tai Chi, non importa la fisicità, importa l’interesse che hanno. Se l’allievo vuole diventare insegnante, non gli pongo limiti, ma divento più esigente. Molti miei allievi sono diventati insegnanti.

Troppi? Forse sì, forse no. Questo mostra che tutti possono diventare insegnanti, ma è nel momento che lo si diventa che la mediocrità torna a galla.

Nessun essere umano è mediocre, sceglie di esserlo.

Qualche insegnante se ne va cercando un’altra scuola, un altro insegnante. Capita spesso che finiscano da qualche altro mio ex allievo che si è cercato un suo spazio da sè e sguazza nella mediocrità proprio perché non ha più una scuola da cui può continuare ad apprendere.

Perché si sceglie un insegnante sì scarso? Perché si vuole restare mediocri. Ripeto, ogni essere umano ha grandi potenzialità, ma molti rimangono scarsi perché hanno scelto di essere insegnanti di se stessi: un modello come il GM° Chu è troppo per loro.

Bisogna tornare a comprendere la psicologia, l’ego sovente non riesce, non vuole aprirsi, il maestro Chu apre, mette in discussione, fa riflettere rispetto alla nostra esistenza. Scelgo questo o quella insegnante mediocre? È facile, è comodo, non devo mettermi in gioco, con lui-lei posso fingere di non essere mediocre nella mia mediocrità.