Categorie
I Ching

Tai Chi ed Energia

~ I Ching – Huang ~

Tai Chi ed Energia

Ho chiesto questa volta all’I Ching di parlare di Tai Chi ed energia ed è risultato questo esagramma:

59 Huang – Dispersione con la 5a linea mobile

Ideogramma Huang

Osserviamo l’ideogramma Huang, sulla sinistra fiume, l’acqua scorre attraverso le sponde, è il Trigramma Fiume posto verticalmente. A destra, due mani, in mezzo del ghiaccio e sopra un coltello. Sembra proprio una posizione di Qigong con le due mani che tagliano, sciolgono il ghiaccio e così l’acqua può ripartire, i meridiani-fiumi si scongelano!

(Trigramma – Vento)

(Trigramma – Fiume)

Il trigramma sotto è appunto Acqua, Fiume, e quello sopra è vento: il vento che disperde e muove l’acqua.

L’I Ching dice: l’energia bloccata dentro viene sciolta. Siamo proprio in tema!

La Decisione

Prosperità e fluidità.
Il re arriva al tempio.
È favorevole attraversare grandi fiumi.
È favorevole avere un passo sicuro e una postura corretta.

Vediamo adesso l’unica linea mobile uscita col responso: la quinta.

Dispersione alternata a fanciullezza.

La quinta linea è nel posto supremo rappresentante un leader brillante. È un elemento Yang in un posto Yang, centrale e corretto. Come leader egli fa un pronunciamento, come una “dispersione attraverso la traspirazione”, che serve a alleviare il corpo.

Questa immagine simboleggia che una decisione fatta da un brillante re non sarà mai senza virtù o beneficio. Quindi il “Testo Yao” dice: “Dispersione come traspirazione, parlare con energia.”
Egli dà via la proprietà accumulata.
Non ci sono colpe.

Questa linea è collegata alla linea precedente che mette in guardia nell’evitare un comportamento egotico così da promuovere l’unità delle persone.
Questa linea si focalizza sul disperdere la propria ricchezza a vantaggio del fiorire della prosperità dell’intera comunità.

La linea spiega che un comportamento egoista, di accumulo personale, blocca il Qi, l’energia, mentre “entrare in uno stato energetico” è di beneficio per tutti perché per farlo si è costretti ad “uscire” dal piccolo sé infantile, il “sé Luciferino” (Davide Lopez Sr.) che si appoggia su una falsa immagine di sé “corpo e muscoli”.

Per “dispersione attraverso la traspirazione” si intende la pratica, la respirazione ed il movimento che muovono il Qi nel nostro essere.

Categorie
I Ching

Sullo: “Speriamo l’anno prossimo sia migliore”

~ I Ching – K’un ~

Immediata e pungente la risposta alla domanda: “Il ricettivo”. Un esagramma tutto composto da linee Yin, significante il lato più basso del ciclo dell’anno, il momento di maggior quiete e riposo. Riposo anche per la mente già proiettata nelle vicende dell’anno che verrà. L’I Ching invece dice: STOP! Ferma la mente, non spostarti, resta qui e concediti un momento di riposo fra le alterne vicende della vita umana.

Perché l’I Ching dice “stop”? Tutti i cicli altamente produttivi hanno il momento dello Stop, del far nulla e grazie a questo stop si potrà raggiungere la massima produttività. Ecco spiegato perché l’anno passato per molti è stato nefasto, non produttivo quindi: non hanno rispettato lo stop!

L’unica linea mobile uscita è il sei all’inizio:
Quando c’è brina sotto ai piedi, il ghiaccio solido non è lontano a venire.

È un saggio consiglio, “ascoltiamo” le prime difficoltà delle situazioni (la brina) così eviteremo di farci male (il ghiaccio).

Categorie
I Ching

Stage di Modena, permanenza nella Uisp-DO

~ I Ching – Ji’an ~

Alla domanda sullo stage nazionale di Modena, passaggio obbligato per tutti gli insegnanti, l’I Ching risponde con l’esagramma 53, lo sviluppo graduale. Siamo in Uisp da quasi vent’anni: di quale sviluppo parla l’antico oracolo cinese? Un tempo eravamo di più, quando l’associazione contava quasi 1000 iscritti. Poi le spaccature, gli abbandoni, le nuove branch Itcca in Italia che sorsero come talee dall’albero madre, l’Itcca Italia. Il lento ri-sviluppo c’è, ma l’I Ching risponde più per il livello del Tai Chi, che è poi il livello di tutti noi: un suo lento graduale progredire più che la crescita dell’associazione in termini numerici.

L’albero sopra la montagna. La montagna è quella montagna di conoscenza che l’Itcca porta con sé fondando le radici nel Tai Chi più vero, direttamente quello della famiglia Yang. L’albero è la scuola, con i suoi insegnanti e allievi che crescono nei suoi rami.

Al Ginkgo abbiamo il dipinto di Gepa Comana, uno dei primi Insegnanti Itcca Italia, scomparso anni fa: in questo dipinto un albero enorme rappresenta la genealogia dei maestri di Tai Chi del passato fino ai nostri giorni. Il tempo passa e i maestri si tramutano in terra fertile che consolida la montagna. In tutto questo procedere, progredire dice l’I Ching, avvengono anche cose tristi come la vicenda di un altro ex insegnante Itcca Italia, Francesco Musitelli, che sta lasciando in questi giorni questo piano d’esistenza. Un caro abbraccio a lui.

Le linee mobili non sembrano favorevoli.

La prima:

Lo sviluppo graduale. Il cigno si avvicina alla riva. Un giovane seguace: avversità. Si spettegola; nessun errore.

Il cigno è la bellezza del Tai Chi, l’aspetto energetico. Avvicinandosi alla riva dei “giovani” lo vedono e ne sparlano. Quei “giovani” sono gli stolti che non comprendono i meccanismi energetici del Tai Chi e lo deridono. I “giovani” spesso credono di sapere tutto e se non comprendono qualcosa ne parlano male e chi non fa Tai Chi è “giovane” rispetto a chi fa Tai Chi.

L’I Ching dice: nessuna colpa; non si possono avere colpe se gli altri sono ignoranti. Si può solo andare avanti col nostro progresso graduale, sperando che questi “giovani”, prima o poi, capiscano.

Anche la terza linea è mobile.

Lo sviluppo graduale. Il cigno arriva sulla sommità. Il marito se ne va in una spedizione, non fa ritorno al suo gruppo. La moglie concepisce; non dà alla luce; ha smarrito la giusta via; sfortuna. È favorevole combattere gli invasori. Aderendo alla propria natura possono proteggersi l’un l’altro.

Qui c’è separazione. Lo Yang, l’uomo, va per la sua strada e si perde e dimentica lo Yin, la donna. Il ciclo non si completa e non ne nasce nulla, il bimbo. L’estate, nel ciclo dell’anno solare, completato il suo percorso – il cigno sulla sommità – deve declinare e tornare verso lo Yin, l’inverno; solo così il ciclo diventa produttivo. L’umanità non comprende questo e immancabilmente si perde in un mondo esterno, di apparenze.

Chi fa Tai Chi deve compiere il ciclo; lo Yi, Yang e il Qi, Yin, devono andare assieme, solo così può funzionare il “Lin Hung Jing” quando lo pratichiamo nelle file con gli allievi. Solo così vi è produzione energetica.

Un monito su cui dobbiamo riflettere, andiamo a Modena dove l’aspetto Yang del combattimento è prevalente; noi siamo troppo Yin? Sarà per questo che prima dell’estrazione dell’I Ching avevo programmato il mio stage lì sulle applicazioni marziali nel Tai Chi?

L’ultimo monito del I Ching è sui “predoni”. Ci sono sempre dei “predoni” che cercano di carpire i “segreti” del nostro sapere che abbiamo acquisito con una lunga pratica, studio e anche vil denaro. Salvaguardiamolo!

Categorie
I Ching

Halloween, Ognissanti

~ I Ching – Gu ~

Ognissanti, Festa dei morti, Halloween? Quale la definizione migliore? Questo periodo dell’anno è celebrato in moltissime tradizioni sia pagane che cristiane fin dai tempi più antichi.

Halloween è una festa pagana, nata, sembra, in Irlanda, celebrata dai Celti. L’Halloween moderno? È come ogni festa moderna, cristiana o no, luci, colori, regali, esagerazioni.

Sul perché da sempre si celebra questo periodo lo potete comprendere da com’è la temperatura oggi 31 Ottobre: aria invernale, freddo contrapposto al caldo che c’era sino a ieri. L’estate, lo Yang, decisamente lascia il posto all’Inverno, lo Yin.

Ho chiesto un parere all’I Ching sul significato di questo passaggio. Alla domanda: “Halloween, Ognissanti, Festa dei morti” la risposta è:

N° 18 – Porre rimedio – Gu

La parola Gu vuol dire verme, qualcosa si è guastato e ora bisogna porvi rimedio. L’estate è andata, ci siamo dimenticati di noi stessi, abbiamo vissuto “all’esterno” ed ora è tempo di tornare “dentro di noi”!

Che risposta perfetta! Ecco cosa è Halloween o Ognissanti: torniamo ad essere Santi di noi stessi, torniamo a centrarci per “emendare le cose guaste” (altro nome dell’esagramma), per riprendere consapevolezza della nostra vita.

“Porre rimedio. Sublime e prospero e morbido.
È favorevole attraversare le grandi acque.
Prima del punto di inizio, tre giorni. Dopo il punto d’inizio, tre giorni. Un nuovo inizio segue ogni fine: è il corso del Cielo.”

L’I Ching segnala che siamo di fronte a una fase di passaggio, tre giorni, una porta. L’estate finisce e inizia l’inverno. Adesso è ora di raccogliere il potenziale energetico dell’estate, di trasformare, porre rimedio attraversando le grandi acque, cioè cambiando, non più all’esterno, da ora, all’interno. Il frutto che è maturato sull’albero, adesso lo conservo con cura.

Il commento

Il vento, il Trigramma sotto, soffia ai piedi della montagna, il Trigramma sopra. L’immagine di decadenza e riparazione. La persona superiore muove le persone e nutre la loro virtù.

La mela cade dall’albero: lasciata lì, marcisce; raccolta, diventa cibo. È tempo di raccoglierci in noi stessi e non “marcire” proseguendo l’iperattività naturale, caratteristica dell’estate. È tempo di nutrire la propria virtù.

È tempo anche per gli ultimi allievi di riprendere i corsi di Tai Chi e seguire le indicazioni dell’insegnante.

Le linee mutevoli

La terza linea mobile

Rimedio alle cose del padre: non c’è comunque errore.

Il padre è il sole, lo Yang. È stato naturale andare in vacanza, darsi del tempo per godere la vita esteriore: non c’è stato nessun errore, fa parte della natura delle cose.

La quinta linea mobile

Rimediare allo Yang, si ottiene una buona reputazione. Si ha successo e si manifesta virtù.

Lo Yang, da potenziale energetico, produce energia nei cicli, il sole fa maturare le messi, l’inspirazione riempie i polmoni di ossigeno. Ora sta a noi non disperdere questa energia, ma tenerla dentro.

È tempo di interiorizzare. L’iperattività porta a disperdere le energie, curiamoci degli altri, di noi stessi, di quello che a dobbiamo fare.