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Fiabe Film

Vivo

Nelle Fiabe abbiamo sempre un contrasto fra l’eroe che cerca, con la sua impresa, la vita e quelle forze oscure e malevole che vogliono distruggerla. Le Fiabe sono una rappresentazione della realtà, della nostra vita perché anche in noi abbiamo questi due poli, quello sano, che possiamo chiamare Spirituale o dell’Amore e quello insano, dell’ego, dell’odio. Nelle Fiabe è però chiaro allo spettatore chi è “il buono” e chi è “il cattivo”, non così facilmente individuabili nella realtà, anzi, quasi sempre le carte in tavola si mischiano con risultati pessimi per noi e per la società.

Un esempio attuale è quello fra pro vaccini e anti vaccini, ognuno pensa di essere nel giusto, quindi di essere l’eroe buono mentre quelli della parte avversa sono i cattivi.

Il bel film animato della Sony, “Vivo”, ci dà una risposta chiara sul problema vaccini.

I protagonisti sono una bimba ribelle e un animaletto tropicale. Hanno una missione, portare una canzone d’amore ad una famosa cantante a Miami e, naturalmente, vengono ostacolati dalle forze del male impersonificate da tre ragazzine. Qui il film mostra il suo ingegno, non sono streghe, facilmente individuabili quindi dallo spettatore, anche quello più ingenuo, no, sono “normali” ragazzine persino impegnate dal punto di vista sociale e quindi apparentemente “buone”.

Mio padre ha scritto un paio di libri sulle tragedie Greche e individuava nel “coro” l’elemento sociale più retrivo, apparentemente giudizioso e benevolo, ma invero castrante e malevolo e non di aiuto per l’eroe di turno, lui, lei sì impegnato nella lotta per la vita e non comodamente assiso a giudice pantofolaio…

Le tre ragazzine bloccano Vivo e la bimba perché lui è un animale tropicale e per entrare negli “States” deve fare la quarantena e tutti i vaccini previsti dalla legge! Ecco, qui la maggior parte degli spettatori cercherà di rimuovere questo pezzo fondamentale del film dove i nostri eroi devono fregarsene di questi obblighi che il maligno ego sociale vuole sempre più imporre a tutto il mondo.

Notiamo che coloro che lottano contro la crescente oppressione dei governi mondiali spesso hanno paranoie su complotti estremi. Non c’è bisogno di tirare in ballo queste teorie perché studiando la storia umana ci accorgiamo che ciclicamente questo ego sociale maligno imperversa, lo fece durante il nazismo e anche quei paesi non nazisti all’epoca, non brillarono certo per “libertà”. Sono movimenti ciclici dove gli eroi di turno devono aiutare l’intera umanità a tornare libera.

Vivo è vivo e la vita va vissuta, non controllata e quando il “coro”, i media, il mainstream diventa ossessivo, assordante, non siamo più di fronte alla vita, all’amore.

Ecco non fate una scelta avventata che poi vi pone dal lato sbagliato della storia…
Per non creare “spoiler” mi fermo qui.

Complimenti ai brani musicali scritti da Lin Manuel Miranda che è anche la voce di Vivo e complimenti alla Sony per il coraggio di pubblicare questo film in questo momento drammatico per l’umanità.

Su Netflix. Consiglio di ascoltarlo in inglese.

PS

Per gli amanti del taoismo e della mente umana, quando guardate il film osservate che quando la ragazza è costretta dalla madre, “va verso” le tre ragazzine. Un chiaro segnale della sua divisione in tre: testa, cuore, pancia. Si scinde, non è più eroina, ma bestia sociale. Quando le tre ragazzine “vanno verso” la protagonista, questa diventa una unità e adempie adesso al suo ruolo di portatrice d’amore per tutti.

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Salute

La carenza di sonno

Le cause del degrado umano a cui stiamo assistendo e di cui pochi si rendono realmente conto ce le spiega un film, Awake, su Netflix. Non è un granché come film, ma è illuminante: a causa di una eruzione solare gli esseri umani non riescono più a dormire e subito si rendono conto che l’umanità è spacciata, senza sonno l’essere umano impazzisce.

Passano i giorni e ben presto tutti cominciano ad uccidere gli altri, ormai incapaci di pensare lucidamente, non c’è più nessuna capacità di focalizzazione, chi ha un’arma in mano la usa su chiunque.

Battito cardiaco, respiro, acqua, cibo e infine sonno sono i cinque capisaldi della nostra esistenza, quando ne viene a mancare uno siamo spacciati. Il sesto elemento indispensabile è l’amore, ma l’equilibrio dei primi cinque è comunque amore per sé.

Interessante il messaggio del film che coglie anche un’importante accostamento con la simbologia dell’acqua, elemento necessario al lasciarsi andare e quindi al riposare: una madre e due figli si salvano perché “annegano” e quindi ritrovano l’equilibrio interiore necessario ad un riposo che dona sanità mentale

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Fiabe

La principessa e il ranocchio

Innumerevoli sono i film di Disney sulle principesse e senza particolare entusiasmo mi sono accinto a guardare “la Principessa e il ranocchio”.

Vacue sono le polemiche sul ruolo “passivo- stereotipato” delle principesse nelle fiabe, soprattutto perché stucchevole e senza ingegno umano è il moderno mondo degli intellettuali. La principessa non è una femmina destinata inesorabilmente al passivo ruolo di moglie e madre, ma rappresenta il principio Yin, mentre il principe è il principio Yang e questi due elementi non possono cambiare, sono tali in natura. Nelle fiabe lo Yin ci rappresenta. Siamo noi la principessa in relazione al principio Yang, lo Spirito. Voler ribaltare questi ruoli vuol dire ergersi a dei procreatori di noi stessi e finire in un mondo senza spiritualità dominati dalla lotta malefica malattia-farmaco in cui noi umani siamo in balia di virus e batteri e non più loro alleati.

L’inizio del film è quasi stucchevole nel carattere fisso della coppia bambina-padre bianchi ricchi e bambina-padre neri poveri. Elementi in amicizia, ma stereotipati. Il padre nero insegna alla figlia che per riuscire nella vita bisogna fare fatica e però muore e questo mi sollecita l’attenzione, perché il taoismo insegna il contrario e il film sostiene questa visione del mondo esente dalla fatica.

La bambina nera, (essendo Yin l’aspetto “oscuro” ben ci sta una principessa nera), bacia il rospo-principe, ma qui avviene il colpo di scena: anche lei diventa una rana e adesso la coppia rana Yin-Yang è costretta a stare in mezzo agli animali nella natura e qui trovano l’amore! Perfetto, non trovano l’amore nella falsità del loro mondo umano artefatto, ma in natura, animali, in quella che il taoismo definisce “Valle” per distinguerla dal mondo illusorio dell’ego. Si sposeranno da rane, cioè con l’aspetto anima-le ben vivo in loro, in mezzo ad altri animali diventati amici per la pelle e qui ritroveranno anche l’aspetto umano diventando veri Principi, compito che tutti noi siamo chiamati ad assolvere. Noi Yin, lo Spirito Yang