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Farmaci e credenze magiche

Esistono alcuni stolti che credono che grazie ai vari farmaci si possano debellare le malattie. Le malattie esistono solo in presenza degli ammalati. Tutti noi abbiamo un rapporto costante con miliardi di virus e batteri e non ci ammaliamo, alcuni invece si ammalano e quindi risulta semplice, addirittura puerile, capire che l’unica possibilità è lavorare sul malato, perché alcuni contraggono la malattia mentre altri no?

Il tentativo di eliminare con i vari vaccini l’influenza si è rivelato un disastro perché se uno si deve ammalare si ammala e se viene a mancare la possibilità di una malattia abbastanza blanda, la natura è costretta a ricorrere ad altre soluzioni che saranno più incisive: ecco che crea il Covid.

Ringraziamo per questa follia la cosiddetta “scienza medica” che è molto poco lungimirante. Tutto ciò accade quando la scienza vuole essere dio: fosse Dio potrebbe guarire chiunque, ma non ci riesce mai.

È un meccanismo perverso dell’ego che non comprende che ognuno deve comunque guarire da sé e non solo grazie al magico farmaco.

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La responsabilità di chi si ammala

C’è molta confusione sul significato di malattia e contagio.
Si crede che il contagio sia inevitabile, ma come vediamo c’è chi si ammala e chi no.
Anche su questo c’è confusione: si crede che il caso porti la malattia, ma non è mai così.
La verità è che chi si ammala ha predisposto in sé le condizioni per ammalarsi. Poi ci sono quelli che guariscono e quelli che non guariscono e anche questo non è un caso. La salute è frutto di varie condizioni di stabilità, di comprensione, di accettazione della vita .

Non ci si deve colpevolizzare se ci si ammala – i sensi di colpa fanno ammalare -, fa parte del processo necessario ad apprendere; è un periodo, quello del malato, in cui si può fare un lavoro interiore, si può arrivare ad una consapevolezza più alta, ma è importante capire che, se si è ammalati c’è qualcosa da correggere. Quanti lo capiscono e cercano di farlo? E quanti comprendono che la malattia è un attacco a se stessi e agli altri?

Il problema è che si accusano le persone asintomatiche o sane invece di prendersi la responsabilità della malattia. Ci sono, ad esempio, dei folli che accusano i bambini di essere portatori sani di malattie. Follia appunto, i bambini sono sani, siamo noi adulti gli in-sani che abbiamo perso la “strada”.

A volte poi ci sembra che la vita sia ingiusta, i “buoni” muoiono mentre i “cattivi” restano. Non possiamo sapere come funziona, una persona magari ci lascia perché ha compiuto quello che era venuta a fare qui sulla terra, un’altra non muore perché ancora deve comprendere come funziona la vita. Ho visto persone morire solo per “attaccare” figli o famigliari, per lasciarli pieni di angoscia e vendicarsi di loro…

Esistono poi molte persone che non si “permettono” di essere malate, sensi di colpa, lavoro. Dovranno poi affrontare il problema e potrebbe essere una scossa molto violenta perché la malattia, ad un certo livello, è uno sfogo.

Nel taoismo i livelli sono tre: chi non si ammala mai e poi può improvvisamente crollare, chi si ammala spesso e chi non si ammala più.

Utilizziamo la malattia a fin di bene, per la nostra evoluzione. Ogni dolore, malattia esige uno stop e un lavoro di consapevolezza. Stiamo seguendo la nostra strada? Abbiamo rancori non risolti? Siamo in equilibrio nella nostra vita? Yin e Yang? Dormiamo e meditiamo e facciamo Tai Chi o altro di simile abbastanza?

Un cavallo guaritore