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The Old Guard

“La vecchia guardia”, film prodotto da Netflix, da vedere.

Un tema molto moderno, lo strrapotere delle Big Pharma che assoldano milizie private per fare tutto ciò che vogliono eliminando gli oppositori.

A contrastarli cinque “immortali”, abbastanza taoisti, cinque come lo sono i cinque elementi, a voi trovare l’abbinamento giusto fra di loro.

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Netflix Spiritualità

Suore guerriere

Una interessante serie su Netflix: suore guerriere che difendono il mondo dall’invasione di demoni dell’inferno. A dirlo così sembra una stupidaggine, ma la serie contiene spunti profondi sull’umana specie.

Persone possedute, inconsapevoli di vivere una vita e che le nostre eroine cercano di far tornare normali facendo uscir da loro, attraverso qualche combattimento marziale, i demoni che li posseggono, – consiglio: “traducete” sempre il linguaggio simbolico dei film, altrimenti cadrete nel pensiero rigido ecclesiastico-scientifico, le due facce della stessa medaglia. – E in questo periodo storico sembra proprio di essere in un mondo così, tanti “posseduti” senza una direzione, malvagi nella loro ottusità.

Una frase del VII episodio mi ha colpito, una frase
Taoista”:

“Cercare se stessi è un cammino lungo una vita, la vita è ciò che capita nel frattempo.”

Ispirarsi a questa frase eliminerebbe tutti i demoni dal mondo.

La tematica è interessante, da un lato la chiesa retriva, legata ai soliti schemi rigidi conservatori del Vaticano e i suoi fedeli cardinali, dal lato opposto la scienziata assetata di scoperte scientifiche. In lotta uno con l’altra, accecati dal loro obiettivo personale. Una tematica molto moderna in cui pare che la scienza sia uscita vincente da questa lotta, e non si pone più limiti rispetto al benessere degli esseri umani, l’importante è soddisfare la propria sete di potere e obiettivi personalistici in cui l’accumulo di ricchezze è primario rispetto ai danni e delle relazioni umane.

Si distinguono da questa lotta senza senso queste monache guerriere che intervengono sulla vita delle persone, usando i loro poteri: armi magiche, armi energetiche, e, come nel Tai Chi, nel Qigong, usiamo l’energia per stare bene, così loro le liberano dalla loro “possessione demoniaca”, cioè dall’ego, da quello che un noto psicoanalista chiama “aspetto luciferino”.

Belli i posti dove la serie è girata, nell’Andalusia. Cittadine d’epoca, natura selvaggia.

Sconsigliato ai razionali.

Attenzione, finale del cavolo ovvero nessun finale aspettando la seconda serie: odioso.

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Fantasy

Il Tri-dente

Un’altra puntata interessante della serie su Netflix Merlin.

Artù è impegnato in una importante “ricerca”, quest in inglese. Deve andare a Nord in una terra desolata a ritrovare il tridente del re pescatore.
Artù arriva ad un ponte, il simbolo del “passaggio”, ogni quest riuscita segna un passaggio evolutivo della vita.

Uno gnomo custodisce il ponte e lascia passare Artù, lo definisce “il coraggio”, ma lo mette in guardia sul fatto che da solo non otterrà nulla.

È interessante notare come tutti i videogiochi siano incernierati sul concetto di quest. D’altronde la vita è una continua ricerca, ogni giorno ve n’è una nuova, da affrontare, da risolvere. Come? Con l’intelligenza.
Il vero problema è che non ci accorgiamo neppure che la vita ci richiede questo lavoro “evolutivo” e perdiamo il tempo in altro e non cresciamo mai. Le follie del mondo sono lì, tutte a dimostrarlo.

Artù decide che deve affrontare la prova da solo, senza il fidato aiutante Merlino. Scelta come sempre scellerata. Testa, cuore e pancia sono un trio che deve lavorare sempre assieme, ma gli ostinati, quelli “in testa” (lo siamo tutti a fasi alterne), si credono soli.

Merlino decide di seguire l’amico, e compie un passaggio decisivo, va a scovare il terzo elemento indispensabile, la pancia, Galvano.

Lo gnomo all’arrivo di Merlino e Galvano si tranquillizza e definisce Merlino “la magia” e Galvano “la forza”.

Adesso abbiamo testa, cuore e pancia e assieme risolvono l’arcano e trovano il tri-dente.
La vera quest in verità è affrontata da Merlino che è l’unico ad incontrare il “re pescatore”, il possessore del Santo Graal. È il momento della consegna, del passaggio: il vecchio re, il ciclo che finisce dà le consegne al nuovo re, il nuovo ciclo che comincia.

C’è anche un aspetto apparentemente malefico: Morgana vuole la morte di Artù e gli regala un braccialetto con una pietra raffigurante una Fenice. La Fenice è simbolo del ciclo perché muore e ritorna dalle sue ceneri. Ovviamente il tentativo non riesce perché i nostri eroi comprendono la ciclicità della vita e la potenza generativa di Yin e Yang.
La Fenice cerca di distruggere col Fuoco Artù, ma quando Merlino riceve in dono dal re pescatore l’acqua, ecco che Yin e Yang tornano a ruotare in armonia.

La magia è il Qi, l’energia. Il cuore delle cose, la vita. Senza “magia” la vita trascorre misera e povera.

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Fantasy

Merlin su Netflix

Nella seconda stagione della serie televisiva Merlin accade un episodio taichichuanisticamente interessante. Una Troll dall’aspetto ripugnante cerca di sposare, per ottenere il potere sul reame, il re, il padre stolto e arrogante di Artù.

Due scene significative, nella prima la Troll, trasformatasi in bella donna, fa mettere un medaglione incantato al re. Una pietra rossa esattamente dove c’è l’ingresso energetico del cuore. Il re assume immediatamente la postura dell’Yi Gong numero 3, Fuoco. Il viso sorridente si solleva verso il sole. Positivo, si è innamorato, ha aperto il cuore, ma non c’è Yin Yang, viene a mancare l’acqua: è bloccato e non vede ciò che accade attorno a lui, agli altri.

Da un lato c’è un punto interessante, il re non vede l’aspetto della Troll. Il cuore non fa distinzioni quando è innamorato, ama incondizionatamente, i difetti fisici non hanno importanza, solo l’ego li vede, non lo Spirito.

Lo sguardo è rivolto verso l’alto.

Merlino convince Artù che il re deve uscire da questa situazione provando un vero dolore.
Un incantesimo rende Artù simile ad un morto e il padre finalmente cede alle emozioni e al dolore per la perdita del figlio e si apre “l’acqua”, la testa si abbassa e lacrime escono. Si avvede, come un’aquila in volo guardando giù vede il mondo, degli altri e del vero aspetto della Troll, della sua amata, non interessata a lui, ma al suo potere.

Lo sguardo è rivolto in basso.

L’episodio è interessante, non completo, il re avrebbe dovuto imparare ad avere fuoco e acqua assieme, vedere l’amore e il mondo connessi, ma torna come è di solito, stolto e arrogante, odia e vuole distruggere ogni magia. Non comprende la magia della vita.

È Artù che dovrà fare questo passaggio quando sarà lui stesso re aiutato dalla magia di Merlino.