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Salute Spiritualità

L’acqua santa

Non sono mai stato un forte sostenitore della chiesa, anzi, un tempo l’ho persino definita l’anticristo perché ha fatto odiare Dio alle persone, ma ho sempre apprezzato le chiese.

La loro bellezza architettonica, il loro respiro, la loro energia sono un piacere per lo spirito. Naturalmente parlo di quelle chiese antiche e costruite da mirabili architetti che avevano profonda conoscenza della natura e dei suoi profondi meccanismi.

L’acqua santa è sempre stata per me acqua santa, la sacralità è sacralità e la magia creata dalla sacralità è per l’essere umano ispiratrice.

Vedere quindi, al posto dell’acqua santa, il contenitore del disinfettante è lo squallore assoluto, vera dissacrazione dello spirito e il segno della fine ingloriosa della chiesa.

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Salute Spiritualità

Salute e mascherina

Una recente ricerca ha statisticamente valutato un gruppo di persone che usano la mascherina comparato ad uno che non la usa e dai risultati pare che chi usa la mascherina ha più probabilità di ammalarsi di Covid di chi non la usa.

Vero, non vero? Ormai abbiamo compreso, spero, che nel mondo scientifico non esiste una verità unica, spesso la verità pende dal punto di vista di cosa vuole dimostrare il ricercatore.

Da un punto di vista meccanico tutti pensano che una protezione esterna, la mascherina, sia più efficace che non usare nulla. Ma per chi ha un approccio spirituale alla vita, la mente è il fondamento e il corpo dipende in toto dalle condizioni della mente. Portare una mascherina non è sempre agevole e questo può dare dei problemi alla mente, ad esempio una sensazione di innaturalezza.

Il vero problema però è che la mente recepisce un bisogno di protezione: senza mascherina sono inerme e quindi in fondo siamo stati creati male. La naturalezza scompare, la mente si indebolisce ed ecco che i danni provocati dalle mascherine si possono veramente tradurre in maggiori contagi.

Non entro nel merito dei danni alla respirazione che sono molto seri per la salute umana. Questo lo si nega a livello scientifico, ma è una risposta irrazionale alla funzionalità della vita. La vita è respiro, la morte è assenza di respiro.

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Tai Chi

Il gioco

Avete notato come tutto quello che viene bloccato, punito riguarda il gioco? Gli scienziati, i politici cercano di limitare la diffusione del Covid eliminando il gioco e tutte le attività che lo riguardano. Gli untori sono i giovani e la loro movida.

I sorrisi vengono uccisi dalla mascherina, lo avete intuito? È lo strumento perfetto per eliminare i volti sorridenti da questa società triste sul viale del tramonto, volutamente invecchiata da scienziati, politici e corporazioni.

Noi, Itcca Italia, insegniamo Tai Chi, facciamo comprendere che la vita è energia e l’energia passa solo attraverso il gioco: dove non c’è gioco non c’è energia e dove non c’è energia c’è morte. Senza energia i corpi si imputridiscono e muoiono. Gli animali giocano e sono vivi grazie al gioco, ma l’adulto umano ha perso totalmente il gioco e l’energia e così la malattia infesta le nostre vite, ma non è un virus a farci ammalare, ma la stoltezza umana.

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Fiabe

Il medico manigoldo

Cari bambini, vi racconto la storia del medico manigoldo.

C’era una volta un medico manigoldo. Era famoso e riverito, non tanto perché salvasse vite umane, ma perché aveva amici ricchi e si era creato un grande potere personale. Chiunque osasse dubitare dei suoi metodi veniva messo in prigione.

C’era nelle campagne vicino alla città del re, una donna, già avanti con gli anni, molto brava nell’arte dei rimedi naturali e tante persone che non potevano pagare il ricco medico manigoldo si rivolgevano a lei per essere guarite

Un brutto giorno il medico decise di agire: questa guaritrice cominciava ad oscurare la sua fama e convinse il re e tutti i nobili a corte che la donna era nient’altro che una strega maligna. Il re e i suoi accoliti erano degli stolti e certo, solo per questo, il medico manigoldo era diventato ricco e famoso.

La donna fu gettata in carcere a pane e acqua e condannata al rogo dove sarebbe morta fra le fiamme, come erano purtroppo finite, nel lontano passato, tante altre guaritrici.
I potenti non badano tanto alla qualità e alla bontà, ma hanno solo interesse a mantenere il controllo e il potere e agiscono con superbia e cattiveria.

Ma… il figlio del re si ammalò. Non respirava più bene, diventò rosso e fu chiamato il famoso medico che cominciò ad armeggiare con i suoi farmaci. Non li conosceva tutti, molti di questi farmaci erano nuovi, non ancora provati, ma le case farmaceutiche che li producevano, davano molti soldi al medico affinché li usasse e li sperimentasse soprattutto sulla povera gente. Tanto se morivano loro a nessun importava.

Non ci fu nulla da fare, il principino non guariva e anzi peggiorava di giorno in giorno a causa dei farmaci Che fare? Si domandarono il re e la regina? La dama di corte della regina che aveva un animo nobile e spesso, in segreto, si era avvalsa delle cure della guaritrice, parlò in segreto alla sua regina. E la regina convinse il disperato re a tentare la sorte. La guaritrice fu portata al cospetto del principe. Lei comprese subito, con la sua lunga esperienza, cosa avesse il bambino. Gli stette vicino, parlando alla sua anima, una notte ed un giorno.

Come finì la storia? Il bambino è lì che gioca con i suoi amici nelle strade della città, la nostra guaritrice è adesso la guaritrice di poveri e ricchi e il medico manigoldo è stato cacciato a calci nel sedere dal reame e starà cercando di truffare le genti di qualche altro posto.

Questo racconto non è nuovo, continua a ripetersi nella storia dell’umanità. La guaritrice è il simbolo della cura naturale, può certo essere un uomo, ma è rappresentata da una donna esperta nell’aver cura degli altri perché è quello che la Natura fa quando la si comprende: ha cura di noi.
Il medico manigoldo è quell’entità che si sostituisce alla Natura e credendosi un dio, attraverso farmaci vuole guarire gli altri per mostrare la propria volontà di potenza che finisce sempre col voler controllare gli altri e sottometterli. È importante distinguere fra rimedio e farmaco, il primo tiene conto dell’ammalato a cui viene chiesto di prendersi cura di se stesso. Il secondo no, vede il malato solo come un dato statistico.

Quando la società si orienta solo sul medico manigoldo e abbandona la Natura, è una società decadente e malata.