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Spiritualità

Restare sulla Via

La scelta di non vaccinarsi è una scelta Spirituale, di cercare di non restare come moscerini appiccicati alla carta moschicida creata da questa società decadente e nelle mani di una oligarchia sempre più ristretta e malata.

È importante però restare centrati, sulla Via. Da ogni parte partono minaccie gravissime di personaggi pubblici persi e senza anima. Oggi leggo del cantante J-Ax che se vedesse un no vax lo tirerebbe sotto con l’auto o un esponente di +Europa che invoca i cannoni del famigerato bava beccaris sulla folla…

Giambattista Tiepolo, La Nobiltà e la Virtù abbattono l’Ignoranza, 1747, Norton Simon Museum, Pasadena

È possibile continuare la propria scelta perché lo Spirito offre sempre la possibilità di restare sulla Via. Non fatevi prendere dallo sconforto e dalla rabbia, questi sono i “tentatori” dell’ego e si diventa come questi folli impauriti che ormai non sanno più come uscire da una situazione che hanno creato portando l’umanità e se stessi ad un clima che sta diventando micidiale.

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Società

La nuova resistenza

A volte scrivo duramente dei miei consimili umani, ma aborro la stupidità perché la Natura ha dotato l’essere umano di intelligenza e ritengo sia avvilente vedere come questa non sia usata quasi mai. Perché sono contrario ai vaccini? Contratto a questa demente fede del cittadino ebete nel suo nuovo dio? Semplicemente perché non funzionano e i dati, man mano che passano i mesi, lo dimostrano. Andate a vedere i morti, i contagiati, le terapie intensive del mondo, dell’Europa, dell’Italia durante l’anno solare e vedrete che in ogni momento stavamo meglio l’anno precedente.

Avete solo arricchito con i nostri soldi i soliti personaggi della finanza, ad esempio gli Elkan, padroni del reazionario giornale Repubblica e fabbricanti di mascherine, ringraziano, inchinatevi a loro.

Ieri le piazze di tutto il mondo sii sono riempite di persone che hanno deciso di usare l’intelletto, ma difficilmente vedrete le immagini restando schiavi dei media che seguite. Qui Milano ieri.

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Politica

Il popolo bue

Quando ero giovane bazzicavo come tanti nel movimento studentesco. C’erano tante anime, ognuno aveva una sigla, noi amavamo definirci a volte anarchici e a volte, a scuola, nelle assemblee, alle manifestazioni, partecipavamo sotto il nome “Anarchici del ponte della Ghisolfa”, oppure di Avanguardia Operaia o Lotta Continua, suonavano tutte bene. Era tutto fluido, in “movimentio”, loro, i vari movimenti, erano spesso in lotta, si pestavano pure; noi, definibili anche cani sciolti, fluivamo, ci interessava la libertà.
Ricordo nei testi che leggevamo si parlava sempre di “popolo bue”, era un’espressione forte, ma dava l’idea, il popolo bue, forte lavoratore, ma bue, sottomesso.

Del movimento non resta più nulla, i più divennero imprenditori, professionisti, passarono persino dall’altra parte, i soldi attraggono molto e adesso sono i buoi di quel popolo bue che il padrone di turno marchia col green pass e a cui inietta, senza che ci sia nessuna reazione, un vaccino dietro l’altro: adesso sì che si è realizzato il perfetto “popolo bue”.

Noi? Negli anni abbiamo continuato a studiare ogni forma di liberazione per l’essere umano percorrendo altre vie, vie molto interessanti, sempre in linea con il nostro credo politico: l’essere umano e la sua salute fisica, mentale e spirituale.

Siamo rimasti sempre “cani sciolti” che scendono ancora in piazza per lottare per la libertà…

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Salute

Mal comune mezzo gaudio

Siamo in un momento buio per l’umanità, chi si è vaccinato nasconde la propria debolezza attaccando in tutti i modi, e ormai anche in maniera violenta, chi non la pensa come lui.

Il meccanismo che scatta negli inoculati è inconscio. La mente percepisce la debolezza della propria scelta, il vaccino. La mente funziona in maniera matematica: mi sono dovuto vaccinare = sono debole perché il mio sistema immunitario è stato messo in dubbio e solo il vaccino mi può salvare. La frittata è fatta, una mente resa debole attacca perché teme inconsciamente l’altro che non si è reso debole come se stesso.

Della serie: “mal comune mezzo gaudio”, considerazione sempre perdente.