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La pazzia

Allerta arancione.

Qui in Liguria, a causa dei decenni di disastri edilizi, quando piove sono tutti pronti al pericolo. La natura è diventata pericolosa!

Abbiamo lezione al parco, ci aspetta Gigliola, insegnante di Rapallo. Ci sarà lezione? Pioverà a dirotto? Fiduciosi ci alziamo, sole.
Usciamo con le giacche a vento pronti al primo segnale di tempesta.

Arriviamo in ritardo al parco, la lezione è già iniziata. In silenzio ci uniamo al gruppo.

Non piove, il sole esce e scompare, bello, non fa troppo caldo.

Bella anche la lezione condotta da Gigliola Vicenzo e poi la Forma, tutti assieme la trasmettiamo in diretta su YouTube.

Manuela, l’altra insegnante della zona ha un capanno in collina; pansotti col sugo di noci, insalata dell’orto con finocchietto selvatico e abbondante vermentino sfuso…

Lo Spirito aleggia nella veranda ricoperta da foglie di vite e ancora non piove.

Per tornare prendiamo un sentiero con una dolce discesa, forse pioverà, ma il meteo non è una scienza, e mai lo sarà, pace a chi crede che la natura possa essere determinata.

Leggiamo ogni giorno folli dichiarazioni di presunti scienziati che affermano che ci sarà una seconda ondata del virus, nuovi focolai, mascherine sino al vaccino, plexiglass e interventi segregativi ai bimbi a scuola… Sono mesi che vanno avanti, senza rendersi conto di essere ormai ridicoli.

Uno scienziato non può essere arrogante.

Lo scienziato arrogante è come la chiesa che fa abiurare Galileo Galileo o brucia sul rogo Giordano Bruno. Stop, fermatevi! Forse pioverà oggi, è possibile che arrivi una seconda ondata,del virus, ma non lo sappiamo, i guanti forse servono, forse no, e così via. Fermate la vostra pazzia.

Purtroppo il pazzo non sa di esserlo…

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Natura Salute Scienza

La sparizione dei virus

Non ci hanno azzeccato e per fortuna. All’8 giugno ci sarebbero dovuti essere, in terapia intensiva, in Italia, 150.000 persone. Attualmente ce ne sono appena 420. Una bella differenza che scombussola i piani dei catastrofisti.

Un virologo afferma: “Con l’avvio della stagione tardo-primaverile/estiva questi virus tendono a scomparire per motivi che ancora oggi non conosciamo di preciso, come pure non sappiamo perché partono a novembre-dicembre”.

Articolo del Fatto Quotidiano

Potete rendervi conto, leggendo l’articolo, di come la scienza non sia affatto scienza: ognuno dice il contrario dell’altro. Quando si tratta di vita, nulla può essere scienza esatta, proprio perché la vita è viva e muta e non vuole essere scoperta a differenza della non-vita che invece può diventare scienza come lo è la Fisica. Questa sì può essere scienza e lo conferma la comprensione di come la realtà sia molto diversa da quella che pensiamo e tocchiamo.

L’affermazione del virologo è parte del ciclo naturale della vita, conoscendola diventa facile comprendere tale affermazione per lui oscura, come mostro in questo speciale che ho realizzato tempo fa:

Ogni ciclo ha caratteristiche simili: una fase attiva e una fase passiva. Carico-scarico, ristruturazione-destrutturazione, nel taoismo, scienza naturale: yin-yang.

L’esempio di come funziona il ciclo del motore a scoppio può essere utile a comprendere il ciclo annuale dei virus.
Il pistone scende dopo lo scoppio e “scarica” i detriti residui. Questa la fase “acqua”, inverno. Se non c’è un totale scarico, i detriti restano nel motore e nella fase successiva di “aspirazione”, legno, la primavera, questi detriti resteranno nella miscela di aria e benzina che al culmine della compressione del pistone, fuoco, Estate, sarà “contaminata” a detrimento del’intero “ciclo produttivo”, e addirittura può causare danno al motore.

La natura difende se stessa e cerca di mantenersi altamente produttiva per dare nutrimento a tutte le specie viventi e lo fa col ciclo. La natura quindi ha la necessità di ottenere un perfetto “scarico”, una perfetta destrutturazione durante la fase invernale. Questa fase la possiamo anche chiamare riposo. Gli orsi d’inverno vanno in letargo, riposano. Il riposo elimina i detriti.

In caso di situazioni di “non riposo”, la natura provvede con malattie “rigeneranti”, dai raffreddori alle influenze e in casi di situazioni che ritiene gravi, con epidemie tipo coronavirus. Servono a mettere a letto le persone, a farle riposare.

Una volta compiuta l’opera, il virus non serve più, anzi, sarebbe dannoso mantenerlo attivo. È come se nel motore a scoppio in cui la fase di scarico lasci dei detriti ed allora, all’inizio dell’aspirazione, venga messo un sapone, un solvente per purificare: prima della fase di compressione questo solvente deve sparire, altrimenti danneggerebbe l’importante fase all’apogeo del ciclo, lo scoppio. Scoppio che deve essere libero, puro e potente.

Questo spiega anche perché in località dove c’è meno industrializzazione e ci si riposa di più grazie al maggior essere in contatto con la natura, il coronavirus ha fatto molti meno danni.

Così la natura difende se stessa per il bene di tutti gli esseri senzienti.

Una nota sui catastrofisti. Perché esistono e sono una mala pianta, difficile da estirpare? La catastrofe per loro rappresenta il potere, finalmente hanno potere, possono decidere sciocchezze sulla pelle delle persone e ricevono tanti soldi per questo potere, quindi, la continuazione della catastrofe, per loro, è la continuazione del potere. E chi li caccia più se il coronavirus resta e magari torna l’anno successivo?!

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Scienza

La boria dello scienziato

La psicologia si è per decenni sentita “inferiore” alla medicina perché ritenuta non scientificamente comprovabile. Si rallegrino, dopo il Coronavirus, gli psicologi e gli studiosi della mente, non hanno più scioccamente bisogno di studiare ogni meccanismo del cervello per darsi una etichetta di scientificità perché la medicina si è dimostrata una vera e propria scienza inesatta. Altresì potranno smettere di dare farmaci devastanti a bambini e adulti perché anche la farmacologia è scienza inesatta.

Non potranno mai essere “scienze esatte” perché studiano esseri viventi. Solo chi studia corpi in-animati, come i fisici, possono ritenere la loro una scienza esatta. Anche qui la boria umana ha fatto i suoi danni quando i pionieri della fisica quantistica smantellarono la fisica classica

È adesso necessario raccogliere tutte le mille stolte affermazioni fatte dagli “scienziati”, dai medici durante questi mesi e farne un testo che dovrebbe divenire il primo esame di qualsiasi laureato col titolo: “Boria, arroganza e certezza scientifica non sono dello scienziato.